venerdì 18 agosto 2017

La Battaglia d'Inghilterra



Il 18 Agosto di settantasette anni fa, fu il giorno più duro della battaglia d'Inghilterra, in cui entrambi gli schieramenti subirono il maggior numero di perdite.

Nel 1940 dopo aver sconfitto la Francia, la Germania nazista cercò di raggiungere un accordo diplomatico con la Gran Bretagna, quest'ultima guidata da Winston Churchill però, rifiutò le offerte di pace avanzate da Hitler. 
Vista l'impossibilità di portare a termine il conflitto tramite una soluzione diplomatica, la Germania doveva decidere quale strategia adottare per costringere i britannici alla resa.

Nacque così l'Operazione Leone Marino, nome in codice dell'invasione dell'Inghilterra. 




L'invasione del territorio inglese aveva due grandi ostacoli; la Royal Navy (Marina militare britannica) e soprattutto la Royal Air Force (Aeronautica militare britannica).
Il dominio dei cieli era necessario se si voleva avere una qualche speranza di riuscita dell'operazione. 

La Luftwaffe, non aveva però una preparazione adeguata allo scontro con la R.A.F. gli stormi tedeschi erano infatti addestrati per battaglie a corto raggio e come supporto alle unità di terra.
Per quanto riguarda la produzione degli apparecchi invece, lo sforzo maggiore era stato posto nella produzione dei bombardieri, ritenendo che la neutralizzazione delle forze aeree nemiche sarebbe avvenuta tramite la distruzione degli apparecchi avversari a terra, in aeroporto.

La Gran Bretagna doveva organizzare la propria difesa, sia in terra che in cielo. Per quanto riguarda le forze di terra, oltre all'esercito vennero reclutati un buon numero di civili, una sorta di "Guardia Nazionale". 
Punto di forza della difesa inglese, era la rete d'allarme, l'invenzione del radar fu determinante, dislocando varie stazioni lungo la costa della Manica. Quando gli apparecchi nemici superavano la portata dei radar, le stazioni venivano supportate da gruppi di avvistatori, "armati" semplicemente con dei binocoli. 




L'inizio dell'attacco venne fissato per il 12 Agosto, ma a causa delle scarse condizioni meteo però solo una parte delle squadriglie prese il volo. Obiettivo, le stazioni radar nemiche lungo la Manica. Apparecchi dell'unità speciale di caccia-bombardieri Erprobungsgruppe 210 attaccarono quattro stazioni radar, di queste, tre furono messe fuori servizio, ma tornarono operative nel giro di qualche ora.

Successivamente, la Luftwaffe iniziò ad attaccare gli aeroporti della R.A.F. situati sulla Manica, credendo così di poter mettere fuori uso, la forza di primo intervento dell'aviazione britannica.

Il 15 Agosto, le forze aeree tedesche sferrarono un attacco da nord, utilizzando la luftflotte di base in Norvegia. Lo stormo d'attacco tedesco era composto da 65 Heinkel He 111(Bombardiere)scortati da 34 Bf 110s (Caccia pesante). I britannici colti di sorpresa poterono reagire con un esiguo numero di caccia Spitfire, che nonostante l'inferiorità numerica, riuscirono ad abbattere una gran quantità di bombardieri nemici. L'insuccesso tedesco, è da attribuire all'inadeguatezza della scorta, i Bf 110s infatti erano decisamente inadatti allo scontro, poco maneggevoli rispetto agli Spitfire britannici.




A partire dal 24 agosto, la Luftwaffe concentrò tutta la propria forza nel tentativo di annientare il Comando Caccia Britannico e si dedicò ad attaccare gli aeroporti. Dei trentatré attacchi condotti nelle due settimane successive, ben ventiquattro furono contro gli aeroporti. 
Questo fu il periodo più difficile per gli inglesi, le perdite erano salite esponenzialmente e se gli aerei erano facili da rimpiazzare, ben più difficile era rimpiazzare i piloti.

La Luftwaffe però non si rendeva conto del successo che stava per cogliere, le forze aeree britanniche sulla Manica erano vicine al collasso, ma i tedeschi iniziarono a spazientirsi, le perdite dei bombardieri erano non indifferenti e ai loro occhi il potere della R.A.F. era rimasto invariato.

I capi di stato maggiore tedeschi 
in accordo con Hitler decisero quindi di cambiare strategia, le città inglesi ed i centri urbani lontani da obiettivi militari non erano stati colpiti fino ad allora, si decise così per l'attacco a Londra.
I raid sulle città, si pensò, avrebbero scosso l'opinione pubblica britannica, facendo loro accettare la resa.

Il 
7 Settembre vi fu il primo raid aereo su Londra, obiettivo di questo raid, le installazioni portuali dell'East End.




Gli attacchi su Londra, continuarono a discapito degli attacchi contro le installazioni aeroportuali. Questo allentamento della pressione contro le proprie infrastrutture ridiede fiato alla R.A.F. che riuscì così a riottenere la superiorità nell'Inghilterra meridionale, pesantemente colpita nelle settimane precedenti. Fu il punto di svolta della campagna.

La nuova strategia tedesca si dimostrò completamente fallimentare, Londra era più lontana dalle basi tedesche, i caccia di scorta arrivavano quindi sull'obiettivo con poca autonomia, tanto che spesso i bombardieri dovevano concludere o rientrare dalla missione senza alcuna scorta, fatto che come possiamo facilmente intuire li rese facili bersagli.

Il 15 Settembre, la Luftwaffe perse ben sessanta apparecchi, era ormai chiaro il totale fallimento delle forze aeree tedesche.

Qualche giorno dopo, Hitler decise di rinviare a tempo indeterminato l'attuazione dell'Operazione Leone Marino, vista l'impossibilità di controllare i cieli sulla Manica.
I raid sulla Gran Bretagna però continuarono, i bombardamenti furono più sporadici e diretti verso le città (Principalmente Londra), l'obiettivo non era più ottenere la superiorità aerea ma infliggere gravi danni, soprattutto morali alla popolazione inglese. 
I bombardamenti che prima avevano obiettivi prettamente militari, divennero indiscriminati, tanto che si arrivò ad utilizzare anche le bombe incendiarie.



Nel complesso, la battaglia d'Inghilterra fu una determinante vittoria britannica, che scongiurò un'invasione del proprio suolo e costrinse la Germania che cercava una rapida soluzione ad una guerra lunga e spossante. 
Il successo dei britannici, consenti loro di poter ricostruire la loro forza militare e di convincere l'opinione pubblica che la vittoria fosse possibile.
La R.A.F. perse 1.023 caccia e 524 tra bombardieri e aerei del Coastal Command, mentre la Luftwaffe perse 1.887 apparecchi, di cui 835 caccia.
Il totale delle perdite civili britanniche tra il luglio e il dicembre del 1940 fu di 23.000 morti e 32.000 feriti.


Partecipazione italiana alla battaglia d'Inghilterra




Ben pochi sanno, che anche l'Italia partecipò alla battaglia d'Inghilterra.
Per volere di Mussolini, la Regia Aeronautico inviò un corpo di spedizione rinominato Corpo Aereo Italiano.
Comprendeva centosettantacinque apparecchi, la cui forza da bombardamento era composta da 75 FIAT BR.20 mentre per quanto riguarda la caccia di scorta era composta da 50 FIAT CR.42 e 45 FIAT G.50, a completare il corpo aereo, cinque CANT Z1007 da ricognizione terrestre e marittima.
Il C.A.I. portò a termine 17 missioni di bombardamento ai danni dell'Inghilterra meridionale, con discreti successi.
L'inadeguatezza dei FIAT CR.42 però rese molto pericolose le missioni, che vennero dimezzate in quanto si preferì utilizzare come scorta esclusivamente i FIAT G.50.
Le forze aeree italiane continuarono le incursioni anche dopo la fine della vera e propria battaglia d'Inghilterra per poi rientrare in Italia alla fine del Dicembre del 1940.

D.M.


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