venerdì 15 dicembre 2017

Lapponia e dintorni


Introduzione

In questi giorni si sono celebrati i cento anni dall'indipendenza della Repubblica Finlandese. Nazione che nonostante sia relativamente giovane, ha avuto un ruolo di rilievo nel panorama geopolitico europeo, soprattutto a ridosso della seconda guerra mondiale.
La Finlandia ottenne l'indipendenza dalla Russia il 6 Dicembre 1917, il paese risucchiato nella guerra civile russa, visse anch'esso uno scontro fratricida tra "rossi" e "bianchi", quest'ultimi guidati dall'energico generale Gustaf Mannerheim supportato dai tedeschi, (in quel momento vincitori sul fronte orientale) riuscirono ad avere la meglio sui "rossi".
La Germania pose poi sul trono del neo regno di Finlandia il cognato del Kaiser Guglielmo II, il principe Federico d'Assia. Tuttavia, a causa della definitiva sconfitta tedesca, il neo regno di Finlandia si dissolse. Lasciando così campo libero alla costituzione di un sistema repubblicano. Il 26 Luglio 1919 la Finlandia divenne ufficialmente una repubblica con l'elezione di Kaarlo Stahlberg alla carica di presidente della repubblica.
Il 14 Ottobre 1920 l'U.R.S.S. riconobbe ufficialmente la repubblica finlandese con il trattato di Tartu che ne sancì anche i confini territoriali.

(La Finlandia dopo il trattato di Tartu)


Guerra d'Inverno e seconda guerra mondiale

La Finlandia che fino al 1939 aveva cercato di mantenere una politica neutrale e prudente, si vide coinvolta nei giochi di potere che stavano stravolgendo la mappa politica europea.
Il patto tedesco-sovietico, siglato nell'estate del '39 infatti, poneva la Finlandia nella sfera d'influenza sovietica (Così come i paesi Baltici). 
Il governo sovietico, propose alla Finlandia un mutamento dei confini sanciti nel 1920, richiedendo di fatto l'intera Carelia finlandese, svariate isole del golfo di Finlandia e la concessione di Hanko per la costruzione di una base militare aero-navale sovietica.
Tali richieste vennero integralmente rigettate dal governo finnico che le ritenne inaccettabili.
Il rifiuto finlandese, portò l'unione sovietica ad un intervento militare ai danni della repubblica finnica, ebbe così inizio la così detta Guerra d'Inverno.
Contro ogni più rosea aspettativa, le forze armate finlandesi diedero parecchie noie ai sovietici, tanto che in svariati punti del fronte dovettero addirittura ritirarsi.
La Finlandia non poteva comunque reggere sul lungo periodo, chiese così aiuto alle potenze occidentali (Francia e Gran Bretagna), inizialmente era previsto l'invio di un corpo di spedizione congiunto, ma i franco-inglesi erano riluttanti, si trovavano già in guerra con la Germania e provocare l'URSS avrebbe significato dover poi affrontare una (ad oggi impensabile) coalizione tedesco-sovietica.
Mannerheim si vide quindi costretto nel Marzo del 1940 a trattare con i sovietici, che però va detto, non ottennero una netta vittoria sul campo.
Nel Marzo del 1940 venne quindi siglato il trattato di Mosca, dove la Finlandia cedeva parte della Carelia meridionale all'Unione Sovietica.

(La Finlandia dopo il trattato di Mosca)

Con l'invasione tedesca dell'U.R.S.S. i finlandesi videro la possibilità di riottenere i territori persi ed entrarono in guerra il 30 Giugno 1941 al fianco della Germania.
Le forze armate finlandesi riuscirono a riguadagnare gran parte del territorio perduto, soprattutto nella Carelia meridionale, arrivando alle porte di Leningrado.

(Truppe finlandesi in Carelia)

I Finlandesi dopo l'iniziale avanzata furono costretti ad una spossante guerra di posizione, che costò gravi perdite, circa 63.000 morti in tutta la campagna anti-sovietica.
Con il crollo delle forze tedesche in Russia però, la situazione si fece difficile, l'armata rossa riuscì a sfondare agevolmente il fronte a nord del lago Ladoga (Dove operò anche una squadriglia di MAS italiani), la situazione era quindi quasi disperata, ciò portò il governo finlandese a considerare l'armistizio con i sovietici.
I finlandesi per evitare una disfatta completa ipotizzarono uno sganciamento dalla Germania (Idea similare a quella avuta dal governo badogliano in Italia), iniziarono quindi a trattare con i sovietici. La fine delle ostilità tra Finlandesi e sovietici avvenne il 4 Settembre 1944, le clausole imposte alla Finlandia comprendevano la rinuncia alla Carelia e alla cessione di Petsamo che consentiva alla Finlandia di avere uno sbocco sul mare di Barents. Ciò nonostante la Finlandia mantenne una sua indipendenza, riuscendo così nell'intento di salvare il salvabile.


La guerra di Lapponia

Arriviamo al nocciolo del nostro viaggio nella storia della Finlandia durante il secondo conflitto mondiale, la guerra lappone.

L'armistizio firmato con i sovietici imponeva ai finlandesi di espellere le truppe tedesche presenti sul suolo finnico entro due settimane.
La Finlandia venne quindi a trovarsi nella medesima situazione dell'Italia al momento dell'armistizio con gli alleati nel Settembre del 1943, il governo finlandese tentò di mediare con i tedeschi che erano in realtà preparati, ritenendo già mesi prima imminente lo sganciamento della Finlandia dalla guerra contro l'Unione Sovietica.

Già il 2 Settembre del '44 il ministro degli esteri finlandese Carl Enckell notificò all'ambasciatore tedesco in Finlandia che i precedenti accordi fra le due nazioni erano da considerarsi annullati.
I tedeschi consideravano complicato e poco utile strategicamente tenere le posizioni in Finlandia, così dal 15 di Settembre iniziarono le operazioni di ripiegamento verso nord, zona considerata ideale per difendere una eventuale penetrazione sovietica in Norvegia, (nazione occupata dal 1940, considerata ancora strategicamente importante dalla Germania) e nell'area di Petsamo, da dove provenivano importanti carichi di nichel, (le riserve di nichel presenti a Petsamo erano stimate all'incirca in 5 milioni di tonnellate) un metallo preziosissimo per l'industria bellica tedesca.
Per i tedeschi non era comunque facile organizzare una ritirata strategica in sole due settimane, tanto era infatti il tempo loro concesso come da accordi tra Finlandesi e sovietici, oltrepassato quel termine, le truppe finlandesi avrebbero dovuto usare la forza contro gli ormai ex alleati.

I tedeschi attuarono quindi il "Piano Birke", una strategia pianificata molti mesi prima in previsione del collasso finlandese. Tale strategia prevedeva la ritirata delle forze tedesche in Lapponia dove furono precedentemente costruite delle fortificazioni apposite.
Le forze tedesche in Finlandia comprendevano tre divisioni da montagna, tre di fanteria e dalla divisione SS "Nord" (Per un totale di 210.000 uomini) tutte inquadrate nella ventesima armata comandata dal generale Lothar Rendulic.
I Finlandesi, costretti dai sovietici a smobilitare le loro forze, poterono utilizzare solo un corpo d'armata, composto da quattro divisioni da campagna e una della territoriale adibita a guardia confinaria (Per un totale di 75.000 uomini), coadiuvati dalla quattordicesima armata sovietica.





I finlandesi tuttavia, erano riluttanti nel voler combattere, i tedeschi erano fino a poche settimane prima degli alleati con cui avevano combattuto per circa tre anni. L'11 Settembre, i finlandesi si misero in contatto con il comando tedesco, il compito di negoziare il ritiro delle forze armate naziste dal territorio finlandese venne affidato al colonnello Usko Haati che incontrò in gran segreto il colonnello Holter della Wehrmacht. 
Venne pianificata così una soluzione che consentiva ai finlandesi di attenersi alle clausole imposte dai sovietici ed ai tedeschi di ritirarsi senza subire perdite. Venne stabilita una linea di contatto fra le due forze armate, successivamente a tappe concordate, i finlandesi sarebbero avanzati verso le posizioni tedesche già sgomberate, aprendo praticamente il fuoco contro il nulla.
Il colonnello Holter avvertì però Haati del fatto che da Berlino, era stato ordinato di fare terra bruciata durante la ritirata, fu proprio su questo punto che fu difficile trovare l'accordo, i finlandesi infatti avrebbero acconsentito alla distruzione dei ponti e snodi stradali, ma non alla completa distruzione delle infrastrutture cittadine che avrebbero causato danni gravissimi alla popolazione civile. Non senza difficoltà, l'accordo venne raggiunto ed a partire dal 14 Settembre iniziarono le operazioni.
Fino alla fine di Settembre l'accordo sembrò reggere e praticamente non vi furono vittime fra i due eserciti, tuttavia, i sovietici iniziarono ad insospettirsi, adducendo al fatto che i finlandesi non erano stati in grado di catturare un solo soldato tedesco.
I finlandesi iniziarono a temere che il loro inganno potesse essere scoperto, onde evitare ciò, venne quindi ordinato alle forze armate finlandesi di agire con più determinazione contro i tedeschi.
Il 28 Settembre, un battaglione finlandese si imbatté in una piccola unità di retroguardia tedesca ed in ottemperanza alle nuove disposizioni, intimarono loro la resa. I tedeschi, stupiti dal comportamento dei finlandesi, si rifiutarono e fecero per proseguire. Di tutta risposta, le truppe finniche aprirono il fuoco, due tedeschi vennero colpiti mortalmente, il resto in evidente inferiorità numerica si arrese. Fu questa la prima vera azione di guerra tra Germania e Finlandia.

Il 5 Ottobre una commissione sovietica avente il compito di verificare che i finlandesi stessero rispettando le clausole armistiziali, arrivò in Finlandia.
A capo della commissione, c'era il burbero generale Zahdanov, noto per il forte legame con Stalin.
La commissione si rese conto che i finlandesi non stavano agendo con decisione e minacciarono di far intervenire l'armata rossa anche nelle zone assegnate ai finlandesi dopo l'armistizio, rendendolo così di fatto nullo.
Per scongiurare una totale occupazione sovietica, i finlandesi avrebbero dovuto quindi iniziare a colpire i tedeschi con decisione.

Il generale Siilasvuo, comandante delle truppe finlandesi iniziò a sviluppare un piano per minacciare la ritirata tedesca. Uno sbarco dietro le linee tedesche, cosa che anche se effettuata con un numero esiguo di truppe (Per lo sbarco si pensò di utilizzare un solo reggimento), avrebbe dovuto provocare il crollo del fronte vista la possibilità di essere accerchiati, ciò avrebbe indotto quindi i tedeschi ad una precipitosa e più veloce ritirata verso nord.
Inizialmente venne scelta la cittadina di Kemi, tuttavia, i tedeschi riuscirono ad apprendere dell'operazione e rinforzarono l'area portuale, il comando finlandese modificò il piano iniziale, l'obiettivo sarebbe stata la città di Tornio ed allo stesso tempo le forze di terra finlandesi avrebbero attaccato in direzione di Kemi.

(Due soldati finlandesi nei pressi di Kemi)


Nella notte tra il 30 Settembre ed il 1 Ottobre, le navi da sbarco finlandesi lasciarono il porto di Oulu in direzione di Tornio. L'azione era priva di appoggio aereo e di artiglieria pesante, si trattava quindi di una scommessa vera e propria.
Fortunatamente per i finlandesi, il meteo era dalla loro parte, infatti si trattò di una notte piovosa con forti raffiche di vento, ciò costrinse gli aerei da ricognizione tedeschi a rimanere a terra, il fattore sorpresa poteva quindi dirsi salvo.
La guardia civile finnica, al corrente del piano, iniziò a sabotare le linee di comunicazione della Wehrmacht presenti nel porto di Tornio, ed alle prime luci dell'alba, le imbarcazioni scivolarono silenziosamente nel porto, senza che nessun tedesco le avvistasse.
Le truppe finlandesi presero rapidamente il controllo della città, conquistando i suoi punti vitali in pochissimo tempo agendo in collaborazione con la guardia civile.

I tedeschi, si resero conto della situazione quando era ormai troppo tardi, ma non solo, credettero inizialmente si trattasse di una semplice rivolta guidata dalla guardia civile. Inviarono così una piccola unità con l'obiettivo di ristabilire l'ordine in città.
L'unità tedesca venne attaccata di sorpresa dalle truppe finniche, rapidamente accerchiata fu costretta alla resa.

Il generale Siilasvuo decise di rinforzare la testa di ponte a Tornio, ed inviò un altro reggimento via mare. Nel frattempo, le truppe finlandesi si apprestavano ad attaccare Kemi, per allentare la pressione su Tornio e con l'obiettivo di intrappolare le forze tedesche.
Il 4 Ottobre dopo svariati tentativi delle truppe tedesche di riconquistare Tornio, tutti falliti, i tedeschi bombardarono il porto della città, nove Stuka colpirono le navi ormeggiate, due affondarono, tra i finlandesi si ebbero 60 morti e più di 400 feriti.
Il giorno successivo, arrivarono a Tornio altre 2000 truppe finlandesi, nonostante l'attacco aereo alcune banchine del porto erano ancora utilizzabili, fu così possibile sbarcare uomini e rifornimenti, necessari per tenere ancora la città.
Il 6 Ottobre il generale Rendulic rinunciò alla riconquista di Tornio e onde evitare l'accerchiamento ordinò alle truppe tedesche di arretrare in direzione di Rovaniemi.
Neanche 24 ore dopo, le forze finlandesi riescono a sfondare il fronte su Kemi, completando così l'accerchiamento della città, che fu così liberata.
I finlandesi persero complessivamente per la presa di Kemi e Tornio 680 uomini mentre i tedeschi 700 oltre a 380 fatti prigionieri.
La città di Tornio venne liberata senza aver subito gravi danni, ad eccezione per l'area portuale.

(Truppe finlandesi sbarcano a Tornio)


L'operazione fu estremamente rilevante, sia dal punto di vista strategico e sia dal punto di vista politico, infatti i la commissione sovietica giudicò positivamente l'operato finlandese, ciò prevenne una totale occupazione del paese, fatto che il governo finlandese ha cercato di evitare con ogni mezzo.

I tedeschi però, giudicarono le azioni dei loro ex alleati come un incredibile tradimento. Il generale Rendulic ordinò quindi di iniziare la distruzione sistematica di tutte le industrie ed infrastrutture presenti nel territorio lappone occupato dai tedeschi.
Con i sovietici che attaccavano il fronte da est, ed i finnici da sud, i tedeschi si videro alla fine costretti ad iniziare una ritirata strategica verso la Norvegia, dove era pronta una linea fortificata nella zona di Lyngen, ebbe così inizio l'operazione Nordlicht.

L'obiettivo dei finlandesi divenne Rovaniemi, importante centro cittadino e snodo stradale, dove risiedeva il comando della ventesima armata tedesca.
I finlandesi avanzarono da Tornio e Kemi con la undicesima e la terza divisione di fanteria, non incontrando praticamente resistenza fino alle porte della città.
Il generale Rendulic aveva ordinato di distruggere l'intera cittadina, escludendo da questo destino, l'ospedale e le case abitate da civili.
Quando i finlandesi raggiunsero l'abitato, i tedeschi avevano già iniziato la devastazione, tanto che dopo aver liberato ciò che restava della città il 90% degli edifici era stato gravemente danneggiato.

(Truppe finlandesi entrano in una spettrale Rovaniemi)


I tedeschi continuarono la loro ritirata strategica verso la Norvegia, i finlandesi ora avevano il fondamentale obiettivo di evitare la distruzione delle infrastrutture da parte della Wehrmacht, ma le continue pressioni sovietiche per una smobilitazione delle forze costrinse i finlandesi a dover ridurre a sole dodicimila unità le forze presenti in Lapponia.
L'undicesima divisione di fanteria puntava la città di Muonio, cercando più volte di aggirare il nemico per intrappolarlo durante la ritirata, ma senza particolari successi.

(Rovine di Rovaniemi)


Le truppe finlandesi raggiunsero Muonio il 30 Ottobre, e trovarono la città semi-distrutta, i tedeschi infatti si erano già ritirati verso il confine norvegese.
Le truppe da montagna della Wehrmacht rimasero in avamposti fortificati lungo il confine norvegese fino al 10 Gennaio del 1945.
La guerra lappone, poteva dirsi tatticamente conclusa già ai primi del Novembre 1944, quando avvennero le ultime schermaglie tra finnici e tedeschi.

(Un soldato finlandese osserva ciò che resta di Muonio)


I danni causati dalla ritirata tedesca ammontarono approssivamente a trecento milioni di dollari odierni, furono circa centomila le persone sfollate a causa della distruzione nazista.
Il generale Rendulic, dopo la guerra fu incriminato con l'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità per le devastazioni compiute in Lapponia, processato a Norimberga, venne condannato a vent'anni di carcere.
Complessivamente durante la campagna, i finlandesi ebbero 850 morti (Altri 114 uomini persero la vita dopo la fine delle ostilità nelle operazioni di sminamento) e tremila feriti. I tedeschi invece, lamentarono la perdita di 1.200 periti in azione e 2.000 feriti. Mentre 1.400 tedeschi vennero fatti prigionieri durante le operazioni, il loro destino fu quello di finire internati nei gulag sovietici, soltanto poche centinaia di uomini fecero ritorno in patria dopo il periodo di detenzione.


D.M.




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