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Visualizzazione dei post da 2018

Guerra in terra verde

(Slitta della North-East Greenland Sledge Patrol)


Una terra lontana
La Groenlandia, nazione costitutiva del Regno di Danimarca, collocata a nord tra Canada ed Islanda è un paese con una storia relativamente giovane e priva di fatti di grande importanza. 
Tuttavia durante la seconda guerra mondiale finì per essere coinvolta nel conflitto in maniera diretta, nonostante la posizione isolata e le scarse risorse naturali a disposizione la Groenlandia (fatta eccezione per la miniera di Criolite, minerale importante per la fabbricazione di alluminio) diventò teatro di alcune operazioni militari svolte durante il secondo conflitto mondiale.

La Germania occupò la Danimarca il 9 Aprile 1940, la Groenlandia rimase così isolata ed anche se formalmente il re Cristiano X restava sul trono della Danimarca occupata,  il governatore dell'isola Eske Brun dichiarò la Groenlandia territorio auto-governato sfruttando una legge emanata nel 1925 che permetteva all'isola di auto-gestirsi in casi di emerg…

Le aquile azteche

(Un P-47 del 201st Fighter Squadron "Aztec Eagles")


Il Messico durante i primi anni del conflitto
Come molte altre nazioni dell'america latina il Messico intratteneva ottime relazioni con le potenze alleate, nonostante la dichiarazione di neutralità al conflitto la nazione del centro america forniva regolarmente le proprie risorse naturali a Stati Uniti e Gran Bretagna, principalmente il preziosissimo oro nero, il petrolio. Le relazioni fra Messico e potenze dell'asse si deteriorarono già nel 1940 quando due petroliere battenti bandiera italiana vennero internate nel porto di Tampico. Circa un anno dopo il governo messicano decise di confiscare le navi italiane internate e di impadronirsene.
A quel punto la situazione diplomatica fra Messico e potenze dell'Asse raggiunse un punto di non ritorno. Tuttavia non si era ancora arrivati ad una dichiarazione di guerra da parte di nessuno.  Il governo messicano, deciso a sfruttare l'opportunità di poter accrescere la prop…

La Pearl Harbor italiana

(Imbarcazioni alleate in fiamme nel porto di Bari)



Molti di voi leggendo il titolo avranno senz'altro pensato alla notte di Taranto che meriterebbe anch'essa tale nomea data la somiglianza tra i due attacchi.
Un ex marinaio statunitense da me intervistato circa due anni fa e presente nel porto di Bari il giorno dopo dell'attacco aereo mi descrisse l'evento come "The italian Pearl Harbor". Ho preferito quindi utilizzare le parole del diretto interessato per dare un nome a questo articolo che come avrete ormai capito si occuperà del bombardamento del porto di Bari avvenuto il 2 Dicembre 1943.


Kesselring deve scegliere

Nel Settembre 1943 le forze alleate sbarcavano in forze sulla penisola italiana, riuscendo a sconfiggere senza non pochi problemi i tedeschi a Salerno, prendendo così possesso del sud Italia.
Nel frattempo i tedeschi si ritirarono inizialmente sulla linea del Volturno e successivamente in Ottobre sulla ben nota linea Gustav.

Gli alleati con la conquista…

Pompieri a Malta

L'isola tormentata
Sembra il titolo di un film comico italiano degli anni novanta ma non lo è, oggi andremo alla scoperta della poco nota partecipazione dei Vigili del Fuoco nella seconda guerra mondiale.

L'isola di Malta situata a sud della Sicilia fu per gli italiani una spina nel fianco durante il secondo conflitto mondiale. I comandi italiani poco intelligentemente non avevano approntato un serio piano per l'occupazione dell'isola, che al 10 Giugno 1940 (giorno della discesa in guerra dell'Italia) era scarsamente difesa, considerata addirittura persa da parte del comando inglese ritenendo imminente un occupazione italiana dell'allora colonia britannica.
Un piano di massima venne studiato dal comando italiano già nel 1935, tuttavia tale studio non venne mai realmente approfondito.
Mussolini ebbe un ruolo decisivo per la mancata conquista di Malta durante i primi mesi di guerra. Erroneamente col crollo della Francia riteneva imminente la fine delle ostilità, cred…

La Dieppe d'Africa

(Postazione difensiva italiana a Tobruk)



Operazione Agreement
L'inizio dell'estate del 1942 arrideva alle forze dell'Asse, l'armata italo-tedesca era riuscita a riconquistare Tobruk il 21 Giugno e ottenuto il permesso di continuare i reparti dell'Asse in nord Africa riuscirono ad arrivare ad un centinaio di chilometri da Alessandria.
La situazione per i britannici era tra le più critiche dall'inizio del conflitto, c'era chi addirittura si aspettava l'arrivo delle forze nemiche ad Alessandria da un momento all'altro. Il comando riteneva così necessaria l'attuazione di un azione che potesse colpire gli italo-tedeschi e ridare speranza ai demoralizzati soldati britannici.

(Unità del Long Range Desert Group)

John Haselden comandante del Long Range Desert Group (un'unità speciale dell'esercito britannico, specializzata in azioni di guerriglia) prospetto' al comando una serie di attacchi atti al sabotaggio di alcune vitali infrastrutture in man…

Verso la vittoria - Parte IV (Finale)

(Dipinto raffigurante la firma dell'armistizio di Villa Giusti)


Salta il banco?
Il 2 Novembre il generale austroungarico Weber attendeva notizie dal suo comando, il colonnello Schneller era ritornato a Trento per meglio comunicare con esso e riportare dettagliatamente quanto stava succedendo a Villa Giusti.
La situazione era critica, l'esercito rischiava ormai la distruzione totale ed alcuni esponenti dell'alto comando spingevano per l'accettazione dell'armistizio onde evitare sciagure più gravi, ritenendo ancora di poter salvare il salvabile.

In altri ambienti sembra invece che si volesse ritardare l'armistizio per poter negoziare da una posizione migliore. Addirittura pare che l'ammiraglio Horthy volesse tentare di forzare il blocco navale per far fuggire la flotta austroungarica in Spagna (paese neutrale).
Nel bel mezzo di questo caos l'Ungheria, regno costituente dell'Impero si dichiarò formalmente indipendente da esso e nomino' il conte Karolyi …

Verso la vittoria - Parte III

Il momento decisivo
Il 28 Ottobre, la situazione sul Grappa restava sostanzialmente invariata, diversa invece la situazione sul Piave. Alcune unità italiane erano riuscite con successo a creare delle teste di ponte sull'altra sponda del fiume, si fece quindi necessario e vitale il rinforzo di queste posizioni affinché non venissero distrutte da eventuale controffensive austroungariche.

A Pederobba la 12a Armata era riuscita a creare una piccola testa di ponte, tuttavia rimase isolata dal resto dell'armata, rischiava quindi di essere definitivamente travolta dal nemico. Per quanto riguarda l'8a Armata guidata dal generale Caviglia e responsabile dell'attacco principale da condurre verso Vittorio Veneto, la situazione era similare a quella della 12a, alcune teste di ponte conquistate con fatica risultavano isolate in seguito alla distruzione dei pontoni da parte austroungarica, l'artiglieria asburgica martellava il fiume costantemente e rendeva il lavoro dei pontieri i…