martedì 6 marzo 2018

Il Corsaro dell'Atlantico

(Il Capitano di Fregata, Carlo Fecia di Cossato)


La figura di Carlo Fecia di Cossato spesso bistrattata, senza dubbio alcuno è tra le più interessanti dell'intero panorama storico-militare della seconda guerra mondiale.
Di Cossato non solo è stato un grande Capitano, ma anche e soprattutto un uomo vero, la cui parola è data una volta e per sempre, con un esasperato senso dell'onore.


L'inizio della guerra

Di Cossato, figlio di una nobile famiglia fortemente monarchica, nacque a Roma il 25 Settembre 1908, frequentò l'accademia militare di Livorno fino al 1928 quando venne imbarcato sul sommergibile "Bausan" col grado di Guardiamarina.
Nel '39 frequentò la scuola sommergibilisti a Pola dove venne nominato Capitano di Corvetta.

Il 10 Giugno 1940 al momento dell'entrata in guerra dell'Italia, Di Cossato si trovava a Messina, al comando del sommergibile "Menotti".
Il Capitano Di Cossato, ansioso di iniziare le operazioni in mare si operò in quei giorni per far assegnare alla sua unità una missione il prima possibile, ed il 21 Giugno giunse finalmente la tanto desiderata prima uscita in mare aperto, con l'obiettivo di pattugliare una zona di mare compresa fra Gaudo e Ras el Tin.
La prima missione però, non fu proficua, il "Menotti" non riuscì ad intercettare alcuna imbarcazione britannica, nonostante la zona fu segnalata come "Area Nemica" ed effettivamente nove giorni prima dell'inizio della missione, il sommergibile "Bagnolini" era riuscito ad intercettare ed affondare l'incrociatore britannico "Calypso".

Dopo svariate missioni esplorative effettuate nel Mediterraneo col "Menotti", Di Cossato venne trasferito presso BETASOM, la base sottomarina italiana a Bordeaux ed imbarcato sul "Tazzoli" come ufficiale in seconda.


Di Cossato diventa il corsaro dell'Atlantico

La svolta per Di Cossato arriva il 5 Aprile 1941 quando viene finalmente nominato comandante del sommergibile "Tazzoli".
Immediatamente dispose che l'equipaggio fosse composto esclusivamente da volontari, affermando: "Se qualcuno intende sbarcare lo dica subito! Io intendo partire con gente pronta a tutto!".

Il 7 Aprile il "Tazzoli" prese il mare in direzione delle coste atlantiche dell'Africa Occidentale.
Il 12 mentre era in navigazione intercettò ed attacco un incrociatore britannico, lanciò tre siluri in direzione dell'imbarcazione inglese, alla vista dell'arrivo di un secondo incrociatore preferì immergersi. Quando emerse, Di Cossato notò una immensa macchia di nafta, segno evidente che almeno uno dei siluri andò a segno danneggiando la nave da guerra nemica.


(Di Cossato a bordo del "Tazzoli")


Il 15 Aprile, ormai in prossimità della zona assegnata, il "Tazzoli" riesce a mettere a segno il suo primo affondamento, colando a picco il mercantile inglese "Aurillac" di oltre 4.000 tonnellate.
Successivamente stessa sorte toccò al mercantile norvegese "Fernlane" affondato in emersione a colpi di cannone (Il "Tazzoli" era dotato di due cannoni da 120/45 uno a prora ed uno a poppa).
Il 9 Maggio, venne avvistata una petroliera norvegese, l' "Olsen", tuttavia la nave riuscì a sfuggire ad un primo attacco, iniziò così un lungo inseguimento, con la nave norvegese che tentava disperatamente sfuggire al sommergibile italiano. Dopo ben due giorni, a causa dei danni riportati la petroliera iniziò a perdere velocità, tuttavia per poterla affondare Di Cossato fu costretto ad utilizzare tutti i siluri rimanenti oltre che a svariati colpi di cannone.
Con l'esaurimento dei siluri e poche salve di cannoni rimanenti, Di Cossato fu costretto a rientrare a Bordeaux per fare rifornimento.

Al rientro, per le azioni condotte, Di Cossato venne premiato con la medaglia d'argento al valore militare.
Il 15 Luglio riprende il mare, dopo quasi un mese senza riuscire ad intercettare alcuna imbarcazione, nel giro di una settimana il "Tazzoli" individua ed affonda un mercantile ed una petroliera quest'ultima un bestione da oltre 7.000 tonnellate.
Torna a Bordeaux l'11 Settembre dove viene nuovamente insignito di una medaglia al valore, questa volta di bronzo e della croce di ferro tedesca di seconda classe.

(Il sommergibile "Tazzoli")


In Dicembre, una nave da rifornimento tedesca, il "Python", che trasportava a sua volta dei naufraghi provenienti dall'incrociatore ausiliario "Atlantis" venne affondata al largo di Capo Verde. Il comando atlantico vista l'immane quantità di uomini presente sul "Python" inviò immediatamente i sommergibili in soccorso dei naufraghi, tra i quali era presente il "Tazzoli".
Di Cossato arrivò presso la zona dell'affondamento ed iniziò le ricerche restando sempre in emersione nonostante il rischio di poter essere intercettato ed attaccato dagli aerei nemici. Il "Tazzoli" sprezzante del pericolo riuscì a salvare settanta naufraghi, tra cui l'ufficiale in seconda Ulrich Mohr, che nelle sue memorie descrive Di Cossato come un comandante esemplare.
Di ritorno a Bordeaux, Di Cossato venne premiato dall'Ammiraglio Donitz in persona ed insignito della Croce di Ferro di prima classe, onorificenza tra le più importanti delle forze armate tedesche, assegnata solo a pochissime persone.

L'ingresso degli Stati Uniti d'America fece diventare l'Atlantico un teatro d'operazioni ancor più importante di quanto non lo fosse precedentemente.
Il "Tazzoli" l'11 Febbraio venne inviato lungo le coste americane ed è proprio li che Di Cossato diventa leggenda. 
Il 6 Marzo inizia una sequenza incredibile di affondamenti, in nemmeno dieci giorni, il "Tazzoli" riesce a colare a picco ben sei imbarcazioni nemiche di cui cinque mercantili ed una enorme petroliera britannica di 9.000 tonnellate l'"Athelqueen".


(L'Affondamento del mercantile Kastor)


Gli Statunitensi avevano ironizzato spesso sui loro giornali riguardo la Regia Marina Italiana, affermando che gli italiani non avrebbero mai avuto il coraggio di spingersi al largo delle loro coste. 
Di Cossato l'11 Marzo dopo aver affondato un mercantile, uscì dalla torretta del sommergibile mostrando ai naufraghi il tricolore urlò: "E adesso andate pure a raccontare che non è vero che gli italiani vengono fin qui ad affondare le vostre navi!".

Il 31 Marzo, dopo essere stato danneggiato in seguito ad un attacco aereo, il "Tazzoli" fece ritorno a Bordeaux. 
L'enorme successo raccolto da Di Cossato gli fruttò l'ennesima decorazione, questa volta gli vennero assegnate una medaglia d'argento e un altra croce di ferro.
Il "Tazzoli" venne nuovamente assegnato alle coste americane, questa volta con un occhio di riguardo per la zona dei caraibi. Qui Di Cossato fece altre vittime, tra Agosto e Dicembre riuscì ad affondare sei navi nemiche tra cui lo statunitense "Dona Aurora".

Nel Febbraio del '43 si conclude l'avventura di Fecia di Cossato come comandante del "Tazzoli". Il corsaro dell'Atlantico era riuscito ad affondare ben diciotto imbarcazioni nemiche (Compreso l'incrociatore britannico) per un totale di 86.535 tonnellate, facendo di lui uno dei migliori assi degli affondamenti.


Il rientro in Italia e la promozione

Carlo Fecia di Cossato venne fatto rientrare in Italia nel Febbraio del 1943, quando venne promosso a Capitano di Fregata ed assegnato al comando della IIIa Squadriglia Torpediniere. Nel frattempo, il "Tazzoli" alla prima missione senza di lui, risultò disperso, probabilmente affondato da un aereo nemico. 
Questa tragedia segnò profondamente l'animo di Di Cossato, che sentiva il suo destino legato al suo vecchio equipaggio.

Al comando della IIIa Torpediniere, Di Cossato effettuo svariate missioni di scorta ai piroscafi italiani, non senza incontrare difficoltà, l'aviazione nemica stava diventando infatti una vera e propria spina nel fianco per i convogli italiani.
In seguito ad una delle missioni di scorta, dopo essere riuscito a portare a termine la missione nonostante l'attacco di alcuni velivoli nemici e di un sommergibile britannico, Di Cossato venne insignito di una medaglia di bronzo e dell'ennesima croce di guerra.


(La torpediniera "Aliseo")



L'8 Settembre, l'armistizio e la cobelligeranza

Di Cossato l'8 Settembre '43 si trovava a La Spezia, a bordo della sua torpediniera l'"Aliseo". 
Venuto a conoscenza dell'armistizio, obbedì agli ordini di Supermarina e si diresse verso Bastia in Corsica dove vi arrivarono in serata. 
Il 9 Settembre con l'occupazione tedesca del porto, l'"Aliseo" fu costretto a prendere il mare insieme all'altra torpediniera "Ardito", la nave di Di Cossato riuscì ad allontanarsi, ma l'"Ardito" a causa del tiro d'artiglieria tedesco rimase danneggiato e perse velocità, Di Cossato decise così di andare in soccorso della torpediniera rimasta danneggiata. Si trovo' ad affrontare ben undici imbarcazioni nemiche, naviglio sottile costituito da due cacciasommergibili, sei motozzattere armate e due piroscafi armati.

Nel frattempo, il porto venne riconquistato dalle truppe italiane presenti a Bastia ed il comandante ordinò a Di Cossato di distruggere il naviglio tedesco per evitare potesse rientrare in porto.
l'"Aliseo" magistralmente comandato da Di Cossato, nonostante il colpo da 88mm incassato, messo a segno da una motozattera, riuscì ad affondare le due cacciasommergibili che esplosero al primo colpo subito e quattro motozzattere, il resto delle imbarcazioni, in particolare i due piroscafi armati vennero colpiti dalle batterie costiere riconquistate dagli italiani.
L'azione compiuta da Di Cossato che quasi da solo era riuscito a distruggere una flottiglia di ben undici navi gli valse la medaglia d'oro al valore militare.

Successivamente, l'"Aliseo" fece rotta verso Malta, dove una volta arrivato venne rifornito di viveri ed acqua da parte dei militari angloamericani.
Di Cossato a Malta si rese conto che le navi della squadra da battaglia erano state disarmate, cosa che lo turbò molto, visto che i suoi superiori avevano assicurato che più che di una resa si trattava di un cambio di alleanza.

Il 5 Ottobre, la nave di Di Cossato lasciò Malta per Taranto. Qualche giorno dopo iniziarono le operazioni di scorta ai convogli alleati, missioni che la squadriglia di Di Cossato effettuò con il massimo impegno.
In Primavera, Di Cossato venne a sapere che le navi al termine del conflitto sarebbero state cedute agli alleati, a titolo di risarcimento di guerra.
Profondamente deluso, Di Cossato tenne un discorso dove raccomandò ai suoi marinai di non consegnare in alcun caso le navi agli alleati e se necessario di sparargli contro con tutte le armi disponibili e se ancora a galla, infine, di autoaffondarsi.

Nel Giugno del '44 il nuovo governo guidato da Ivanoe Bonomi, rifiutò di giurare fedeltà al Re.
Di Cossato, sconvolto, di fronte alla richiesta di obbedire al nuovo esecutivo rifiutò e commentò all'Ammiraglio Pollone: "No, signor ammiraglio, il nostro dovere è un altro. Io non riconosco come legittimo un governo che non ha prestato giuramento al Re. Pertanto non eseguirò gli ordini che mi vengono da questo governo. L'ordine è di uscire in mare domattina al comando della torpediniera "Aliseo". Ebbene l'"Aliseo" non uscirà".
Di Cossato venne quindi arrestato per insubordinazione e sollevato dal comando della IIIa Squadriglia Torpediniere.

Il giorno dopo tra gli equipaggi scoppiarono gravi tumulti, tanto che molte navi non poterono prendere il mare come previsto.
Di Cossato fu rilasciato, anche per cercare di calmare quanto stava succedendo sulle imbarcazioni in preda ai tumulti, venne così posto in licenza per tre mesi.
Nel giro di pochi mesi, Di Cossato vide la fine di tutto ciò in cui credeva, la patria, la monarchia, la marina.

Si trasferì a Napoli, vista l'impossibilità di raggiungere la famiglia al nord (Occupato dai tedeschi), dove fu ospite di un caro amico.
Con l'avvicinarsi della fine del periodo di licenza, Di Cossato entrò in una profonda crisi personale, tanto che l'amico dove fu ospitato scrisse nelle sue memorie: "Trovai Carlo in piedi davanti la finestra fissare il vuoto, col volto vecchio e consumato, la barba lunga ed il vestito trasandato".

Il 27 Agosto 1944 Carlo Fecia di Cossato, si suicido sparandosi un colpo alla tempia, lasciando una breve lettera che spiegava il motivo del suo gesto.

"" Da nove mesi ho molto pensato alla tristissima posizione morale in cui mi trovo, in seguito alla resa ignominiosa della Marina, a cui mi sono rassegnato solo perché ci è stata presentata come un ordine del Re, che ci chiedeva di fare l'enorme sacrificio del nostro onore militare per poter rimanere il baluardo della Monarchia al momento della pace. Tu conosci cosa succede ora in Italia e capisci come siamo stati indegnamente traditi e ci troviamo ad aver commesso un gesto ignobile senza alcun risultato. Da questa constatazione me ne è venuta una profonda amarezza, un disgusto per chi ci circonda e, quello che più conta, un profondo disprezzo per me stesso. Da mesi, mamma, rimugino su questi fatti e non riesco a trovare una via d'uscita, uno scopo nella mia vita. "".



Epilogo

La triste fine di Carlo Fecia di Cossato, grande comandante e grande uomo mostra come il secondo conflitto mondiale abbia segnato senza alcun dubbio anche la fine di certi valori, la crisi dell'essenziale senso dell'onore ormai sconosciuto ai più oggi è da ricercare proprio in quei giorni.Di Cossato riposa nel cimitero di Bologna, dove ogni anno, il 27 Agosto, un picchetto della Marina Italiana rende omaggio a quello che fu uno dei più grandi assi dei sommergibili italiani.







D.M.









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