Passa ai contenuti principali

Siamesi al fronte

(Soldati del Corpo Volontario Siamese in Francia)




Il regno del Siam tra neutralità e guerra

Bangkok, 22  Luglio 1917, il Siam dichiara guerra alla Germania. Facciamo un passo indietro, la prima guerra mondiale ha visto la partecipazione delle principali potenze mondiali dell'epoca, in Asia la guerra arrivò quasi subito, infatti nell'Agosto del 1914 il Giappone dichiarò guerra alla Germania schierandosi così dalla parte dell'Intesa.
Il Giappone non fu però l'unica nazione asiatica a prendere parte al conflitto, la voglia di schierarsi dalla parte dei vincitori ed ottenere un posto di tutto rispetto nel panorama geopolitico coinvolse il poco chiacchierato Regno del Siam (L'odierna Thailandia).

Il Siam nel 1917 governato dal re Rama VI, attraversava un periodo di relativa tranquillità politica, nonostante un tentativo di rovesciare la monarchia, compiuto nel 1912, il sovrano, amante della cultura, ebbe un educazione di stampo inglese, ad appena undici anni infatti si trasferì in Gran Bretagna per ultimare gli studi.
Con Francia e Gran Bretagna poco interessate alla regione, Rama VI poté concentrarsi sulla modernizzazione del paese, tra le tante iniziative prese dal sovrano è necessario ricordare la costruzione del primo aeroporto thailandese, sito in Bangkok e la riforma scolastica, atta a garantire un livello minimo d'istruzione anche alle classi sociali più disagiate.


(Il re del Siam, Rama VI)


Allo scoppio del primo conflitto mondiale, Rama VI preferì restar fuori da una questione che almeno inizialmente, riteneva di scarso interesse per il Siam.
Durante i primi anni di guerra, il regno intrattenne buoni rapporti con la Germania, permettendo alle sue navi di attraccare e far rifornimento nei porti siamesi. Il Siam si trovava proprio nel mezzo dei possedimenti coloniali britannici e francesi, Rama VI durante i primissimi mesi di guerra ipotizzò anche un eventuale intervento ai danni dell'Intesa, ma l'esercito siamese era del tutto impreparato ad una eventualità del genere, il sovrano decise così di restare in attesa nella speranza di vedere gli imperi coloniali cadere sotto i colpi degli imperi centrali, garantendo al Siam la possibilità di poter realizzare il sogno di diventare l'unica vera potenza nell'area indocinese.

Il sogno restò tale, con l'andare avanti del conflitto diventava sempre più evidente che al massimo, sarebbe potuto finire con una pace di compromesso fra Intesa ed Imperi Centrali. 
Rama VI nonostante tutto restava estremamente anglofilo, la sua cultura fu notevolmente influenzata dagli anni di studio passati in Inghilterra. Questa sua anglofilia lo portò a ipotizzare un intervento al fianco dell'Impero Britannico, mossa che avrebbe permesso al Siam di evitare di rimanere schiacciato fra gli imperi coloniali e di poter sedere al tavolo dei vincitori.

Il 22 Luglio 1917 il Siamo notificò alla Germania la propria dichiarazione di guerra, firmata naturalmente dal sovrano Rama VI.
L'intervento ebbe immediatamente effetti benefici, un sentimento nazionalista si fece largo in tutto il paese, voglioso di dimostrare al mondo intero il proprio valore.


Il Siam nella prima guerra mondiale

Immediatamente dopo la dichiarazione di guerra, il Siam pose sotto sequestro circa una dozzina di imbarcazioni tedesche presenti nei porti dello stato indocinese. 
Il re, desideroso di contribuire attivamente al conflitto, chiese ed ottenne il permesso per la creazione di un corpo di spedizione siamese da inviare sul fronte occidentale, formato da un migliaio di truppe scelte.


(Un convoglio ferroviario trasporta le truppe siamesi verso il fronte)


Il 19 Giugno 1918 finalmente il Corpo Volontario Siamese guidato dal generale Pijaiiarnrit partì alla volta del vecchio continente.
Il Corpo di spedizione siamese era composto all'incirca da 1.300 uomini, dei quali un centinaio destinato alla sezione aeronautica.
Arrivati in Europa, i siamesi vennero inviati a Lione dove svolsero l'ultima decisiva parte dell'addestramento necessario per poter entrare in linea.
Terminato il periodo a Lione, il corpo siamese venne completamente equipaggiato con divise ed armamenti francesi.


(Una compagnia del Corpo Siamese in Francia)


Il Corpo Volontario Siamese venne assegnato al settore Alsazia-Lorena, dove venne impiegato principalmente come unità di supporto logistico.
I siamesi svolsero in sostanza, lavori estremamente pesanti, come il trasporto di materiali bellici, viveri ed opere di vario genere per quanto riguarda la manutenzione delle trincee. 
La sezione aeronautica invece, riuscì ad entrare in servizio solamente verso la fine del conflitto, portando a termine qualche missione di perlustrazione aerea.
Immediatamente dopo la fine del conflitto, il corpo di spedizione venne inviato in Renania come forza d'occupazione integrato ad un corpo d'armata francese.


(Il corpo volontario siamese sfila vittorioso a Parigi)


Durante il conflitto, furono diciannove i militari siamesi che persero la vita, i loro resti, cremati, vennero fatti rientrare in patria dove furono tumulati all'interno di un monumento ad essi dedicato, sito in Bangkok.
Il 24 Settembre 1919 il Corpo Volontario Siamese lasciò il vecchio continente per fare rotta verso casa, dopo circa un anno e tre mesi di servizio.


(Il monumento dedicato ai caduti siamesi durante il primo conflitto mondiale)




Il dopoguerra

La seppur limitata partecipazione del Siam al primo conflitto mondiale, diede i frutti sperati. L'intervento permise al sovrano Rama VI di sedere al tavolo dei vincitori dove ottenne una revisione dei trattati stipulati il secolo precedente con le potenze coloniali (Francia e Gran Bretagna), riuscendo così nell'intento di evitare di rimanere schiacciato dai grandi imperi occidentali. Nel 1920 il regno fu tra i paesi fondatori della società delle nazioni, evento che sancì definitivamente la piena indipendenza del Siam.



D.M.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il più grave disastro navale della storia

(Il transatlantico Wilhelm Gustloff)


La grande fuga
All'inizio del 1945 l'armata rossa aveva iniziato la sua inarrestabile avanzata che l'avrebbe poi portata nel giro di pochi mesi a Berlino, nel cuore del reich tedesco. L'esercito germanico si trovava ormai nella condizione di poter solo ed esclusivamente sperare di poter rallentare il rullo compressore sovietico. 
L'armata rossa riuscì con successo a sfondare nel settore della Prussia orientale, in pieno territorio tedesco, ottenendo il completo accerchiamento dell'area nel Febbraio del '45. Il comando militare germanico si trovò così nella situazione di dover trovare una via di fuga per i militari e soprattutto i civili rimasti intrappolati dall'avanzata sovietica.  Farlo via terra era del tutto impossibile, l'operazione di salvataggio di migliaia di soldati e soprattutto milioni di civili venne quindi affidata alla Kriegsmarine.
L'ammiraglio Karl Donitz, comandante in capo della marina tedesca, pr…

Operazione Gunnerside

(L'impianto di produzione della Hydro Norsk)


Il programma atomico nazista
Sul programma nucleare militare tedesco è stato scritto tanto, che la Germania di Hitler fosse vicina alla realizzazione di un ordigno atomico è ormai appurato. Come è anche praticamente certo che verso la fine del 1944 vi fu addirittura un test atomico, realizzato nel Mar Baltico, sull'isola di Rugen. Test documentato dal corrispondente di guerra italiano, Luigi Romersa, inviato appositamente da Mussolini per accertarsi della veridicità delle parole di Hitler riguardo quest'arma "miracolosa" che avrebbe dovuto mutare le sorti del conflitto.
Secondo quanto riportato da Romersa, il test a cui lui stesso assistette, ebbe luogo il 12 Ottobre 1944 su un isoletta del Baltico. L'esplosione avvenuta alle 11:45 e fu talmente potente da poter essere avvertita da varie località lungo le coste baltiche. Tuttavia, il programma tedesco era ancora lontano da ultimare un ordigno che avrebbe potuto essere uti…

L'asso dei cieli

(Francesco Baracca)


L'aviazione italiana nel primo conflitto mondiale
Lo sviluppo dell'arma aerea fu fin da subito supportata dai vertici militari italiani, nel 1911 alla vigilia della guerra italo-turca, l'esercito (L'arma aerea era ancora parte dell'esercito) disponeva di 4 areostati, 2 dirigibili e 28 aeroplani. L'utilizzo di un aeroplano in battaglia contro il nemico a terra fu sperimentato per la prima volta proprio dal Servizio Aeronautico Italiano (Così era chiamato il corpo aereo all'interno dell'esercito) durante la guerra contro l'impero ottomano.
Il 23 Ottobre 1911 avvenne la prima azione bellica del Servizio Aeronautico, la flottiglia aeroplani composta da 9 velivoli attacco una colonna nemica, servendosi di semplici bombe da due Kg lanciate a mano dall'aereo.

(Raffigurazione del primo attacco aereo al suolo della storia)
Alla vigilia della prima guerra mondiale, l'Italia nonostante fosse tra le nazioni pionieristiche per quanto riguar…