martedì 17 aprile 2018

Il più grave disastro navale della storia


(Il transatlantico Wilhelm Gustloff)



La grande fuga

All'inizio del 1945 l'armata rossa aveva iniziato la sua inarrestabile avanzata che l'avrebbe poi portata nel giro di pochi mesi a Berlino, nel cuore del reich tedesco.
L'esercito germanico si trovava ormai nella condizione di poter solo ed esclusivamente sperare di poter rallentare il rullo compressore sovietico. 

L'armata rossa riuscì con successo a sfondare nel settore della Prussia orientale, in pieno territorio tedesco, ottenendo il completo accerchiamento dell'area nel Febbraio del '45. Il comando militare germanico si trovò così nella situazione di dover trovare una via di fuga per i militari e soprattutto i civili rimasti intrappolati dall'avanzata sovietica. 
Farlo via terra era del tutto impossibile, l'operazione di salvataggio di migliaia di soldati e soprattutto milioni di civili venne quindi affidata alla Kriegsmarine.

L'ammiraglio Karl Donitz, comandante in capo della marina tedesca, progettò una gigantesca operazione di salvataggio via mare dei profughi rimasti nella Prussia orientale. 


(Imbarcazioni tedesche cariche di profughi sul mar Baltico)


L'operazione venne chiamata col nome in codice di "Annibale" ed ebbe ufficialmente inizio il 23 Gennaio 1945, per l'impresa vennero requisite dalla Kriegsmarine molte imbarcazioni civili o comunque non militari, tra le quali figurava il transatlantico Wilhelm Gustloff.

Nonostante le enormi difficoltà, l'operazione può ritenersi tranquillamente un successo, la marina germanica mise in salvo complessivamente più di un milione di persone (di cui circa 300.000 sono militari) perdendone circa 30-40.000 durante l'intera opera di soccorso.



Il Wilhelm Gustloff nell'operazione Annibale

All'operazione Annibale, partecipò anche come abbiamo detto in precedenza, il transatlantico Wilhelm Gustloff, fiore all'occhiello della marina civile tedesca, varato nel 1937, dalla stazza complessiva di 25.000 tonnellate e dalla lunghezza di 200 metri.
La nave, aveva effettuato svariate crociere nell'Atlantico e nel Mediterraneo, fino a che nel 1939 la Kriegsmarine decise di requisirla per poterla adibire a nave ospedale.

(La Gustloff con la livrea da nave ospedale)


Alla fine del 1940 e con la progettata invasione dell'U.R.S.S. alle porte, venne deciso di trasformare la Gustloff in nave caserma. 
Posizionata nel porto di Gdyinia in Polonia, venne ridipinta di grigio, colore standard delle imbarcazioni militari e adibita quindi a nave caserma come predisposto dall'ammiragliato tedesco, la nave ospitò per circa quattro anni migliaia di militari tedeschi.

Con il crollo del fronte e la caduta della Prussia orientale, la nave venne inserita nei mezzi da utilizzare per l'attuazione dell'operazione Annibale, ridipinta in fretta e furia di bianco e con le insegne da nave ospedale. (Le navi ospedale, dipinte di bianco, venivano anche marchiate con delle enormi croci rosse in modo da poter essere riconosciute dal nemico, che solitamente non procedeva all'attacco delle navi adibite a questo ruolo).


La tragica fine

Il 30 Gennaio del '45 la Gustloff lascia Gdynia, stracolma di profughi, (si stima che a bordo del transatlantico oltre ai 1.464 membri dell'equipaggio, vi fossero circa 9.350 civili).
A bordo vi erano così tante persone che molti furono obbligati a restare sul ponte, per via dell'ormai spazio ridottissimo all'interno a causa del sovraffollamento.

La nave prese così il largo, il clima era pessimo ed il vento fortissimo, la temperatura prossima ai 12 gradi sotto lo zero. Il mare pullulava di banchi di ghiaccio di per se innocui alla nave ma che davano l'idea di quanto fosse gelida l'acqua quella sera.
La nave non era stata armata, vi erano giusto una decina di cannoncini anti-aerei installati quando la nave venne adibita a nave caserma. Del tutto sprovvista invece di armamento anti-sommergibile, la Gustloff aveva preso il mare senza alcuna scorta.

Al comando della nave due esperti ufficiali Wilhelm Zahn e Friedrich Petersen, il primo appartenente alla Kriegsmarine, il secondo ufficiale della marina mercantile. La convivenza fra i due non fu affatto facile, Zahn infatti nonostante fosse il più alto in grado doveva comunque condividere gli ordini con Petersen in quanto burocraticamente era lui il comandante della nave.

Tale confusione nella catena di comando portò problemi non indifferenti, i due ufficiali erano in disaccordo sulla rotta e sulla velocità da tenere.
Zhan da esperto militare, propose una velocità di crociera di 15 nodi, utile in navigazione per poter manovrare in caso di attacco da parte di un sommergibile, tuttavia Petersen si trovava in disaccordo, la nave secondo lui non poteva strutturalmente reggere quella velocità, si decise così di stabilire la velocità sui 12 nodi.
Petersen voleva anche imporre una rotta lineare, in modo da poter arrivare a destinazione il prima possibile, ma Zahn in questo caso non cedette, la navigazione doveva avvenire in rotta zigzagata in modo da mettere in difficoltà eventuali unità sottomarine nemiche. Il compromesso fu quindi trovato, 12 nodi di velocità di crociera massima e navigazione a zigzag.

Alle 20:45 l'incubo più grande del comandante Zahn divenne realtà, il sommergibile sovietico S-13 individuò l'enorme transatlantico, senza alcuna nave di scorta, una preda servita su di un piatto d'argento.
Il comandante del sommergibile sovietico, Alexander Marinesko, eseguì gli ordini del comando navale sovietico alla lettera, nemmeno una scialuppa battente bandiera tedesca si poteva considerare in salvo dagli agguati dei sommergibili, soprattutto ora che era in corso l'evacuazione delle forze tedesche in Prussia Orientale.
(Il sommergibile sovietico S-13)


Sulla Gustloff nessuno si era accorto del pericolo incombente, Petersen era più preoccupato di potersi imbattere in una delle numerose mine che infestavano il baltico che in un sommergibile, credendo di essere al sicuro dietro la livrea da nave ospedale. Ma Zahn no, era l'unico consapevole del pericolo sottomarino, sapeva bene che i sovietici non avrebbero esitato ad attaccare le navi da trasporto civile.
Davanti al transatlantico, vi si era posizionato il Lowe, una piccola ma moderna imbarcazione (740 tonnellate), che possedeva un apparecchiatura di rilevamento sottomarino, tuttavia, sfortunatamente quella sera non era funzionante, il ghiaccio aveva reso lo strumento di rilevazione inservibile.

Alle 21:08 l'S-13 si era portato in posizione d'attacco, senza essere notato da nessuno, per tanto il Gustloff non attuò nessuna manovra evasiva. Ciò rese il compito ancor più semplice al comandante Marinesko.
Alle 21:16 il comandante del sommergibile sovietico ordinò di attaccare la nave tedesca, tre dei quattro siluri lanciati vanno a segno, per la Gustloff si tratta di un colpo mortale.





Le tre esplosioni misero in allarme la nave, il comandante Petersen pensò immediatamente a delle mine, ma l'unico che aveva realmente compreso ciò che stava accadendo era il comandante Zahn, da esperto della guerra sul mare capì immediatamente che la Gustloff era stata colpita da siluri e che per la nave ormai non c'era nulla da fare.
La radio a bordo del transatlantico che aveva funzionato fino alle 21:00 per un tragico scherzo del destino, si guastò, gli ufficiali del Gustloff furono così costretti a segnalare tramite segnali luminosi l'S.O.S. alla vicina Lowe, che riuscì a captare il messaggio ed a ritrasmetterlo via radio.

Furono immediatamente chiuse le paratie stagne, ma non fu sufficiente, gli squarci aperti dalle esplosioni non lasciavano alcun scampo alla nave, che aveva ormai il destino segnato ed iniziava ad affondare, con 10.000 anime a bordo.

L'alimentazione elettrica della nave si interruppe qualche minuto dopo le esplosioni. Tempo comunque utile al comandante Petersen per emanare le direttive d'emergenza e dichiarare l'abbandono nave, nonostante fosse pienamente consapevole che non sarebbe stato possibile salvare tutte le persone presenti a bordo.




La nave iniziò ad inclinarsi paurosamente, ciò rese quasi impossibili le operazioni di evacquazione, la maggior parte delle scialuppe messe in mare si capovolse a causa del mare agitato. L'ultima scialuppa venne calata intorno alle 22:00 carica di 80 fra donne e bambini, quando la nave era ormai totalmente sbandata sul fianco sinistro.
I comandanti Petersen e Zahn riuscirono rocambolescamente e fortunosamente a mettersi in salvo, ritrovandosi poi persino nella stessa scialuppa di salvataggio, dopo essere finiti rovinosamente in acqua.

Il Lowe essendo proprio sul luogo del disastro, intervenne immediatamente a soccorrere i naufraghi, tuttavia a causa delle condizioni climatiche e del rapido affondamento della nave, poté trarre in salvo solamente 475 persone, altre vennero soccorse da altre imbarcazioni accorse dopo aver raccolto il segnale di S.O.S. rilanciato dal piccolo Lowe. 
In totale, si salvarono 1.252 persone, su circa 10.590, i numeri non sono però precisi, trattandosi di un operazione di salvataggio, i profughi che avevano sovraffollato la nave erano talmente tanti che è difficile dare il numero preciso dei passeggeri, ultimi studi parlano comunque di almeno 9.000 morti.


Epilogo

La tragedia del Gustloff è dal punto di vista numerico, il più grave disastro navale mai avvenuto nella storia, basti pensare che il famosissimo naufragio del Titanic riportò la perdita di 1.518 persone.
Tuttavia, nonostante questa immane tragedia, l'operazione Annibale risultò un successo, la Kriegsmarine salvò circa un milione di persone per quella che resta una delle più grandi evacuazioni marittime della storia.


D.M.












2 commenti:

  1. Mi dispiace per le vittime innocenti, ma la guerra voluta da Hitler e condotta senza pietà in Russia ha poi causato ritorsioni altrettanto tremende.

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  2. La guerra voluta da Francia e Inghilterra

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