mercoledì 2 maggio 2018

L'esercito del Papa


(1939 - La Gendarmeria Pontificia rende gli onori al Papa)



Nel vasto panorama della seconda guerra mondiale lo stato pontificio è stato studiato prettamente per quanto riguarda il lato diplomatico, ed effettivamente il vaticano ha svolto un ruolo importante da quel punto di vista, trascurabile invece ovviamente, quello militare. 
Tuttavia, lo stato pontificio possedeva un proprio "esercito", conosciamo infatti tutti le Guardie Svizzere, ma in realtà esse rappresentavano solo una piccola parte delle forze armate vaticane al tempo della seconda guerra mondiale, durante il conflitto infatti il vaticano possedeva quattro corpi di sicurezza interna: Guardie Svizzere, Gendarmeria Pontificia, Guardia Nobile e Guardia Palatina. 


Le Guardie Svizzere

Fondate nel lontano 1506 le Guardie Svizzere rappresentano un pezzo di storia dello stato pontificio, estremamente riconoscibili da chiunque per la loro particolare uniforme, sono da sempre universalmente conosciute come l'esercito personale del Papa.
Durante la seconda guerra mondiale, il corpo delle guardie svizzere venne ampliato, portando i suoi effettivi da 120 a 320 elementi. 
Fino al 1943 vennero mantenute le normali funzioni, senza nessun grande cambiamento. 

(Guardia svizzera conversa con soldati americani dopo la liberazione di Roma)


Al momento dell'occupazione tedesca della capitale però, i compiti cerimoniali vennero ridotti e le guardie svizzere abbandonarono la sgargiante uniforme cerimoniale per indossare quella da addestramento ritenuta più comoda e conforme al momento particolare che si stava vivendo.
Vennero abbandonate le alabarde per passare ad un armamento classico, composto da una pistola d'ordinanza (Dreyse M1907) per gli ufficiali e di un fucile (Mauser M98) per la truppa.
Nonostante tutto però il comandante delle Guardie Svizzere dell'epoca, Henrich Pfyffer era restio ad un uso attivo delle armi, che considerava più un deterrente che altro, ed effettivamente, durante il conflitto e l'occupazione tedesca, le guardie svizzere non spararono neanche un colpo.

(Un gruppo di soldati tedeschi saluta una guardia svizzera in servizio)




La Gendarmeria Pontificia

Fondata nel 1816 la Gendarmeria svolgeva il ruolo di polizia dello Stato Pontificio, tale forza veniva selezionata dalle forze di polizia e carabinieri italiani (Dopo i patti lateranensi) e si doveva trattare di persone dalla comprovata fede cattolica (Così come oggi), durante gli anni '30 la maggior parte degli elementi raccomandati per un ruolo nella gendarmeria era composto da simpatizzanti del fascismo.

(Gendarmeria Pontificia in alta uniforme)


Con l'occupazione nazista della capitale, oltre che delle normali pistole d'ordinanza, la Gendarmeria venne dotata di mitragliatrici leggere. La dimensione del corpo durante la seconda guerra mondiale raggiunse i 104 elementi.
Durante i servizi di pattuglia capitava spesso che i gendarmi incrociassero le controparti dell'esercito tedesco, senza comunque riportare mai problemi ne incidenti con essi.


La Guardia Nobile

Fondata nel 1801, fu una delle unità militari più esclusive del mondo, per poter accedere alla guardia nobile infatti era necessario dimostrare di possedere una discendenza nobiliare da almeno cento anni e di essere in possesso di requisiti economici sufficienti da poter mantenere uno stile di vita consono al titolo nobiliare.

(La Guardia Nobile sfila a Roma nel 1939)


Il loro compito era quello di proteggere il pontefice a qualunque costo e durante il secondo conflitto mondiale, questo compito venne rafforzato. Soprattutto dopo l'arrivo a Roma dei tedeschi, alla Guardia Nobile infatti, venne ordinato di soggiornare esclusivamente all'interno degli appartamenti papali e di provvedere alla sicurezza di sua santità giorno e notte. 
L'armamento della Guardia Nobile era rappresentato dalla pistola d'ordinanza, Beretta Mod. 1934.
Il numero degli elementi costituivi della Guardia Nobile durante la guerra fu di circa 32 persone, tale numero però può variare, infatti dopo l'8 Settembre, alcuni ufficiali dell'esercito italiano fecero richiesta per entrare nella Guardia Nobile.


La Guardia Palatina

Fondata nel 1850, la Guardia Palatina era il corpo armato più grande in fatto di uomini dello Stato Pontificio.
Concepito come milizia cittadina e composta da volontari, il suo compito era quello di proteggere il Papa e il territorio dello Stato Pontificio.
Si può benissimo considerare un esercito part-time, infatti essendo composto da volontari senza alcun tipo di preparazione, il corpo era chiamato a svolgere i propri compiti solo in particolari occasioni o in ambiti cerimoniali.


(Membri della Guardia Palatina giurano fedeltà al Papa)


Al momento dell'ingresso della Whermacht a Roma, la Guardia Palatina contava 300 elementi, tuttavia tale forza fu ritenuta insufficiente e venne istituito un reclutamento volontario libero a tutti i romani, rapidamente, il corpo salì a ben 2.000 unità.
L'alto numero di uomini mise in difficoltà l'apparato logistico pontificio, si dovevano procurare armi e munizionamento, cosa che venne fatta senza dare troppo peso a cosa si trovava, invece di avere un singolo fucile d'ordinanza infatti, le truppe palatine vennero equipaggiate in parte con Carcano Mod. 91 di provenienza italiana ed in parte con dei Mauser M98. Il vaticano riuscì anche a fornire bombe a mano e un paio di mitragliatrici pesanti Breda M37, nonostante ciò per sopperire ai problemi di armamento fu necessario anche andare a rispolverare i vecchissimi Redmington M68, appartenenti al vecchio esercito pontificio prima dell'unità d'Italia.

(Una Guardia Palatina in uniforme da servizio)


L'unità, fu l'unica ad usare le armi durante il conflitto e per più di una volta. Durante l'occupazione tedesca infatti, la Guardia Palatina che proteggeva le proprietà papali venne attaccata varie volte da gruppi di persone armate che tentarono di appropriarsi dei beni di proprietà dello Stato Pontificio, in particolare dopo un bombardamento aereo, uno degli edifici vaticani venne danneggiato e alcune persone cercarono di approfittarne per penetrare le nel territorio pepale, la Guardia Palatina fu costretta ad agire con la forza più di una volta, tanto che alcune unità esaurirono il munizionamento in loro possesso.
Non vi fu però alcuno scontro diretto con i tedeschi, tuttavia un membro della Guardia venne arrestato dai nazisti con l'accusa di aver dato rifugio a degli ebrei, torturato, ammise il fatto e venne giustiziato pochi giorni dopo.


Un bilancio

L'apporto delle forze armate vaticane fu certamente risibile, rimane però un campo poco esplorato dalla storiografia contemporanea.
Le forze dello stato della Chiesa durante il conflitto persero complessivamente tre uomini, uno dei quali giustiziato dai tedeschi come precedentemente scritto.
Aspre critiche vennero fatte alla Guardia Palatina, rea di aver aperto il fuoco varie volte contro civili indifesi che cercavano di penetrare nelle mura vaticane per trovarvi rifugio.
Il Vaticano fu un centro importantissimo della diplomazia durante la guerra, durante l'intero conflitto il Papa intrattenne relazioni diplomatiche con ogni parte coinvolta nello scontro, ma questo aspetto merita un approfondimento a parte.



D.M.
















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