martedì 12 giugno 2018

La morte bianca


(Simo Häyhä col suo fidato Mosin-Nagant)



La guerra d'inverno, il conflitto combattuto tra Finlandia e Unione Sovietica tra il Novembre del '39 e il Marzo del '40 è di per se un fatto storico poco esplorato dalla storiografia popolare. 
Tuttavia è proprio da questo particolare periodo storico che emerge la figura di Simo Häyhä, il cecchino migliore della storia.


Chi è Simo?

Simo nasce il 17 Dicembre 1902 in un piccolo villaggio finlandese chiamato Rautjärvi, nella Carelia meridionale.
La famiglia possedeva una fattoria, fin da bambino Simo assisteva il padre durante le battute di caccia, fin quando un giorno chiese al genitore di poter usare il fucile, con grande sorpresa Simo riuscì a colpire un Alce, dimostrando fin da subito un'innata capacità nell'utilizzo delle armi da fuoco.
La passione per la caccia divenne per Simo un chiodo fisso, al punto che divenne per lui anche un'attività redditizia, iniziò a vendere le pelli degli animali che cacciava.

All'età di 17 anni decide di entrare nella Guardia Bianca, Simo impressiona subito per la sua abilita da tiratore. 
Arrivò durante le sessioni d'allenamento stabilire un record di 16 centri in un solo minuto a 150 metri di distanza.
La tecnica di tiro di Simo era del tutto diversa da quella solitamente usata dai tiratori scelti, infatti è usuale che i cecchini si posizionino in punti sopraelevati rispetto all'area di combattimento, per poter avere una migliore visuale.
Simo al contrario, preferiva posizionarsi sul terreno, in posizione distesa.


La guerra d'inverno

Il 30 Novembre 1939 l'U.R.S.S. invade la Finlandia, i Finnici decisi a difendersi a tutti i costi iniziano a contrapporsi ai sovietici utilizzando tattiche da guerriglia, fondamentali per sopperire all'evidente inferiorità numerica.

Simo venne inviato al fronte, nei pressi di Petsamo, quest'ultima venne rapidamente presa dai sovietici, i finlandesi furono costretti a ritirarsi, ma nonostante tutto furono in grado di rallentare l'avanzata sovietica.
La battaglia colse di sorpresa l'unità di Simo, i sovietici superavano di gran lunga in fatto di numeri gli avversari, ad un certo punto si trovarono ad affrontare in circa 40 elementi un orda di 3.000 soldati russi.


(Il fucile M-N 28 arma preferita di Simo)


Armato col suo fedele Mosin-Nagant modello '28, arma di produzione finnica ma dalla progettazione russa, Simo il 21 Dicembre si allontana dalla sua unità per andarsi a posizionare sul terreno innevato, con scorte di cibo ed acqua per un giorno, copre la sua posizione con la neve nonostante le temperature davvero proibitive. 
Dopo qualche ora, un'unità esplorante sovietica si trovò a portata di tiro, Simo aprì il fuoco, i sovietici non riuscirono a capire da dove provenissero gli spari, in poco tempo fu il panico assoluto, Simo da solo riuscì a colpire ben 21 soldati sovietici che decisero di ritirarsi viste le elevate perdite.


(Tenuta mimetica da neve)


Una storia del genere non poteva che avere anche uno scontro epico fra cecchini, roba da cinema.
Infatti a Simo venne affidato il compito di uccidere un cecchino sovietico che stava seminando il panico fra gli ufficiali finlandesi, quest'ultimo infatti, aveva ucciso tre alti ufficiali dell'esercito finlandese (Ai cecchini veniva ordinato sempre di cercare di colpire gli ufficiali).

Simo si recò nell'area dove si segnalava l'ultima posizione del cecchino sovietico, scavò una fossa nella neve, vi si infilò e ricoprì il tutto, le ore passavano, ma del cecchino nemico nessun segno, la giornata si stava per concludere quando al tramonto, Simo notò uno strano riflesso, capì che poteva essere solo il riflesso del mirino di un fucile di precisione. 
Simo attese concentrandosi verso quella direzione, non appena il russo fece per muoversi, Simo premette il grilletto, all'eco dello sparo fece seguito un assordante silenzio, c'è l'aveva fatta, il cecchino nemico era morto.

Ormai Simo era diventato famoso, i sovietici iniziarono a raccontare numerose leggende sul suo conto, affibbiandogli il soprannome di "morte bianca". 
Fu ordinato ai russi di riportare ogni possibile avvistamento dell'ormai famoso cecchino finlandese, ma nonostante tutti gli sforzi, non riuscirono a farlo fuori.
Negli ultimi giorni di guerra però, un soldato russo riuscì a colpirlo, causandogli una grave ferita sul volto, fortunatamente per lui però non gli fu fatale, tuttavia, il danno alla mascella fu tale da provocare una grave deformazione del volto.


 (Simo con l'evidente deformazione dovuta alla ferita di guerra)



Un eroe finlandese






Simo Häyhä è considerato dai finlandesi un vero e proprio eroe nazionale. Complessivamente gli sono state accreditate tra le 500 e le 550 uccisioni, un numero preciso non è facile da stabilire a causa di alcune discrepanze tra rapporti finlandesi (che parlano di 542 uccisioni) e sovietici (505 uccisioni).
Senza alcun dubbio, Simo è stato ed è probabilmente tutt'oggi il miglior cecchino della storia.
Dopo la guerra tornò alla sua vita bucolica, conducendo una vita lunga e tranquilla fino alla morte nell'Aprile del 2002.


D.M.













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