martedì 14 agosto 2018

James Bond? No! S.I.M. (Parte I)


(Il generale Cesare Amé, capo del S.I.M. dal 1940 al 1943)



"Convinci il Duce, niente guerra!"

Durante la seconda guerra mondiale i servizi segreti italiani svolsero un ottimo lavoro.
Nonostante la goffa struttura fortemente burocratizzata, come al solito in Italia durante quel periodo.
Formalmente ogni forza armata disponeva della sua attività informativa segreta. La marina aveva il S.I.S. (Servizio Informazioni Segrete) mentre l'aeronautica il S.I.A. (Servizio Informazioni Aeronautica).
Il S.I.M. quindi rappresentava il servizio segreto dell'esercito.

Durante i primi mesi di guerra a capo del S.I.M. vi era il Generale Carboni, delfino del capo di stato maggiore Badoglio.
Carboni, fortemente contrario alla guerra al fianco dei tedeschi, prospetto' a Mussolini un rapporto dove descriveva deficiente la situazione militare tedesca, incapace di poter sconfiggere Gran Bretagna e Francia in caso di conflitto.
Probabile che questo rapporto fu fatto redigere appositamente dal maresciallo Badoglio, desideroso di evitare la discesa in campo dell'Italia.



(Sulla destra, il generale Carboni in compagnia di Galeazzo Ciano)


Proprio a causa di questo rapporto e complice anche l'impreparazione militare, Mussolini decise in quel fatidico Settembre del 1939 di restare inizialmente neutrale (non belligerante) rispetto al conflitto che di li a poco sarebbe divenuto mondiale.

La rapida sconfitta della Francia tra il Maggio ed il Giugno del '40 però fece cambiare idea a Mussolini, pronto a cogliere il frutto della vittoria che rischiava di finire interamente nelle mani di Hitler.
Il 10 Giugno 1940 dal balcone di palazzo Venezia Mussolini annunciò alla nazione che l'Italia scendeva in guerra al fianco dell'alleato germanico.

Tutto ciò costo la credibilità di Carboni, che venne esonerato dal comando nel Settembre 1940, sostituito con l'ormai esperto membro del S.I.M. Cesare Amé.



Quei rapporti mai letti.

Amé profondo conoscitore dei servizi segreti italiani iniziò immediatamente a ristrutturare il S.I.M. in modo da renderlo più efficiente.

Il S.I.M. aveva inviato molti dei proprio agenti in incognito nei territori nemici già qualche mese prima dell'inizio delle ostilità.
Decisivo l'apporto del S.I.M. riguardo la decisione dell'ingresso in guerra voluto da Mussolini, in un rapporto ricevuto verso la metà di Maggio segnalava come imminente il crollo delle forze francesi.



(Il tenente Alberto Luserna, inviato dal SIM in Francia nel '40)


Tuttavia, a causa del lavoro di Carboni atto a tenere fuori l'Italia dal conflitto, Mussolini perse fiducia nel S.I.M. e nonostante l'arrivo di Amé inizio' ad ignorare i rapporti periodici che gli venivano consegnati.

(Rapporto del SIM)


Verso la fine del 1940 con le forze italiane impegnate in Africa settentrionale, il S.I.M. si adoperò per riuscire a fornire preziosissime informazioni ai comandi militari.
Già alla fine di Novembre i rapporti annunciavano come imminente l'offensiva britannica in Libia ed in alcuni di essi venivano riportati dettagli come le possibili direttrici d'attacco e la consistenza dell'armata nemica.


(Le direttrici iniziali dell'Operazione Compass)


Questi rapporti vennero quasi completamente ignorati, Graziani (comandante del teatro A.S.) venne a conoscenza della possibilità di attacco da parte britannica ma sottovalutò la sua portata.
Da qui il disastro che si ebbe con l'avvio dell'Operazione Compass, l'offensiva inglese riuscì a distruggere quasi completamente la Xa Armata Italiana, evento che segnò per sempre la storia dell'Italia nella seconda guerra mondiale.



(Rete spionistica del SIM in Albania)


Anche per quanto riguarda la campagna di Grecia, il servizio informazioni segnalò la massiccia mobilitazione dell'esercito ellenico, fatto che avrebbe dovuto addurre il comando italiano a ritenere insufficiente il dispositivo presente in Albania per le operazioni offensive. Anche in questo caso le segnalazioni del S.I.M. vennero quasi completamente ignorate ed anche in questa occasione questo errore ebbe conseguenze gravissime per l'Italia.


Sotto una campana di vetro

Per quanto riguarda la difesa interna ed il controspionaggio il S.I.M. si rivelò uno dei migliori servizi d'informazione del mondo.

Affidato al comando del colonnello Giulio Fettarappa, la sezione adibita al controspionaggio iniziò ad adoperare immediatamente dopo l'inizio delle ostilità.
I britannici tentarono più volte di costruire in Italia una rete spionistica, ma il S.I.M. fu abilissimo a bloccare la loro nascita.

Fettarappa per stessa ammissione dei britannici fu praticamente padrone della scena spionistica fino alla fine del 1942, riuscendo a debellare ogni rete nemica presente in Italia.

Per poter raggiungere questi strabilianti risultati organizzava anche finti sabotaggi ai danni delle nostre installazioni militari, attirò in trappola praticamente ogni agente britannico presente nel bel paese.
Riuscì persino ad utilizzare un agente inglese come fonte per informazioni segretissime, il tutto all'insaputa della controparte che era sicura di non essere sotto il controllo delle autorità italiane.


Durante l'invasione della Jugoslavia invece, il S.I.M. riuscì ad utilizzare i codici radio dell'esercito jugoslavo. In tal modo inviarono ordini falsi creando una confusione tale da bloccare intere unità dell'esercito che finirono poi per essere catturate dalle truppe dell'asse.





FINE PARTE I


D.M.





2 commenti:

  1. Giulio Fettarappa (Sandri) era mio zio materno:bei ricordi qui raccontati;grazie!

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    1. Gentile Dama, mi sto incuriosendo sulla famiglia Fettarappa, abito a Pescia in provincia di Pistoia.
      L'altro mese visitai la cosiddetta villa delle Cento Stanze, dimora fino al 1940 della famiglia Sandri Fettarappa.
      Mi può, se possibile, darmi un suo contatto, anche Facebook o Email.
      Il mio indirizzo Email: marcomonari1959@gmail.com.
      Grazie...

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