Passa ai contenuti principali

Pompieri a Malta






L'isola tormentata

Sembra il titolo di un film comico italiano degli anni novanta ma non lo è, oggi andremo alla scoperta della poco nota partecipazione dei Vigili del Fuoco nella seconda guerra mondiale.

L'isola di Malta situata a sud della Sicilia fu per gli italiani una spina nel fianco durante il secondo conflitto mondiale. I comandi italiani poco intelligentemente non avevano approntato un serio piano per l'occupazione dell'isola, che al 10 Giugno 1940 (giorno della discesa in guerra dell'Italia) era scarsamente difesa, considerata addirittura persa da parte del comando inglese ritenendo imminente un occupazione italiana dell'allora colonia britannica.
Un piano di massima venne studiato dal comando italiano già nel 1935, tuttavia tale studio non venne mai realmente approfondito.
Mussolini ebbe un ruolo decisivo per la mancata conquista di Malta durante i primi mesi di guerra. Erroneamente col crollo della Francia riteneva imminente la fine delle ostilità, credendo che i britannici potessero scendere a patti con le potenze dell'Asse. Il Duce quindi, complice anche una eccessiva stima delle difese dell'isola volle abbandonare l'idea di assaltare l'isola ritenendo di potervi entrare senza spargimenti di sangue in seguito ad un trattato di pace stipulato con i britannici dove per l'appunto l'Italia avrebbe chiesto ed ottenuto la piccola colonia.

Le forze armate italiane puntarono quindi semplicemente alla neutralizzazione dell'isola utilizzando esclusivamente delle incursioni aeree per tale scopo.
Già l'11 Giugno la Regia Aeronautica sottopose Malta ad un pesante bombardamento contrastato solamente da tre vecchi caccia "Gloster Gladiator".



(Immagini di un attacco aereo italiano al porto di Malta)


Quando i britannici realizzarono che gli italiani non avevano incredibilmente alcuna intenzione di occupare l'isola, iniziarono a rinforzarne il dispositivo difensivo e soprattutto decisero di utilizzare Malta come base d'appoggio per azioni offensive contro le rotte marittime utilizzate dagli italiani per rifornire il fronte africano.
Durante la seconda metà del 1941 tra il 30 ed il 50% del naviglio mercantile italiano diretto verso il nord Africa venne affondato anche e soprattutto all'apporto offensivo delle forze britanniche di base a Malta.




(Raggi d'azione delle forze aeree basate a Malta e rotte delle navi italiane)


Divenuta ormai una spina nel fianco per le forze dell'Asse venne finalmente messo a punto un piano per l'invasione dell'isola, che tuttavia rispetto all'estate del 1940 era maggiormente difesa dalle forze britanniche.

Il piano, chiamato Operazione C3, prevedeva la combinazione di forze aviolanciate e da sbarco. La famosa divisione "Folgore" avrebbe dovuto partecipare all'operazione aviolanciandosi sull'isola insieme alla 7a divisione paracadutisti tedeschi, successivamente sarebbero sbarcate le unità di terra a sud di Malta della zona di Hal Far.


E se utilizzassimo i pompieri?!

La zona scelta per lo sbarco delle forze di terra nonostante fosse la meno difesa dell'isola presentava però degli enormi ostacoli naturali, le coste infatti erano alte e ripide tanto da rappresentare anche secondo gli inglesi un ostacolo quasi insormontabile per chiunque volesse attaccare l'isola da quei punti.
I comandi italiani ritenevano l'impresa possibile utilizzando le autoscale utilizzante comunemente dai Vigili del Fuoco.

Iniziò così la requisizione delle autoscale da parte delle forze armate italiane a quel punto però lo stato maggiore vista la particolarità dell'operazione ebbe l'idea di costituire un battaglione composto da esperti Vigili del Fuoco che avendo pratica nell'utilizzo delle autoscale avrebbero reso le operazioni sicuramente più facili del previsto.
Il 26 Agosto 1942 iniziò il reclutamento volontario che ebbe addirittura molte più adesioni del previsto, tanto che fu necessario effettuare una selezione più rigida del previsto per poter impiegare solamente gli uomini necessari.




(Ingresso del campo d'addestramento del battaglione Santa Barbara)


Tra la fine di Settembre ed i primi d'Ottobre i volontari vennero radunati a Roma dove presso la zona Capannelle venne istituito il comando di battaglione.
L'unità prese il nome di Battaglione Speciale Vigili del Fuoco ed iniziò la fase d'addestramento, venne loro fornita un'adeguata divisa militare e soprattutto vennero istruiti riguardo il loro utilizzo nell'invasione dell'isola di Malta.
Le autoscale requisite vengono fatte montare sulle motozattere della Regia Marina, l'addestramento all'uso delle stesse viene effettuato lungo il litorale toscano ritenuto idoneo per alcune similitudini con la zona di sbarco a sud di Malta. Li nei pressi di Livorno quattro battaglioni da sbarco delle Camicie Nere e un reggimento della San Marco perfezionarono l'utilizzo delle autoscale.



(Autoscale montate su un traghetto per l'addestramento a Livorno)


I vigili del fuoco inquadrati nel battaglione speciale vennero anche addestrati all'utilizzo delle armi da fuoco leggere, nonostante non fosse stato chiesto loro direttamente di partecipare alle operazioni d'assalto, tuttavia si riteneva altamente probabile la necessità di doversi difendere dal fuoco nemico.


(Elementi del Santa Barbara in una delle rare foto)


Era praticamente tutto pronto per l'assalto a Malta, ma l'invasione tuttavia non ebbe mai luogo.
In Giugno l'armata italo-tedesca in nord Africa era riuscita a sfondare il fronte ed a giungere a soltanto un centinaio di chilometri da Alessandria. In estate il comandante dell'Afrika Korps, Erwin Rommel sconsiglio l'attuazione dell'Operazione C3 insistendo affinché i rifornimenti venissero impiegati per la prosecuzione dell'offensiva che secondo lui avrebbe permesso alle forze italo-tedesche di raggiungere il canale di Suez e sconfiggere così in maniera definitiva le forze britanniche presenti in Africa settentrionale.
Nonostante le insistenze italiane per l'attuazione di C3 alla fine il comando tedesco o per meglio dire Adolf Hitler dette a Rommel il permesso di continuare, tant'è che il generale tedesco affermò "Io vado avanti, se gli italiani vogliono seguirmi bene..".

Il battaglione speciale vigili del fuoco a quel punto perse l'unico motivo per cui venne costituito.
Con l'aumentare dei bombardamenti alleati si rese necessario il reinserimento di tutti gli elementi del battaglione nelle rispettive squadre antincendio. 

Tuttavia nel caso fosse stato nuovamente necessario i membri del battaglione sarebbero stati richiamati.


D.M.



Commenti

Post popolari in questo blog

Il più grave disastro navale della storia

(Il transatlantico Wilhelm Gustloff)


La grande fuga
All'inizio del 1945 l'armata rossa aveva iniziato la sua inarrestabile avanzata che l'avrebbe poi portata nel giro di pochi mesi a Berlino, nel cuore del reich tedesco. L'esercito germanico si trovava ormai nella condizione di poter solo ed esclusivamente sperare di poter rallentare il rullo compressore sovietico. 
L'armata rossa riuscì con successo a sfondare nel settore della Prussia orientale, in pieno territorio tedesco, ottenendo il completo accerchiamento dell'area nel Febbraio del '45. Il comando militare germanico si trovò così nella situazione di dover trovare una via di fuga per i militari e soprattutto i civili rimasti intrappolati dall'avanzata sovietica.  Farlo via terra era del tutto impossibile, l'operazione di salvataggio di migliaia di soldati e soprattutto milioni di civili venne quindi affidata alla Kriegsmarine.
L'ammiraglio Karl Donitz, comandante in capo della marina tedesca, pr…

Operazione Gunnerside

(L'impianto di produzione della Hydro Norsk)


Il programma atomico nazista
Sul programma nucleare militare tedesco è stato scritto tanto, che la Germania di Hitler fosse vicina alla realizzazione di un ordigno atomico è ormai appurato. Come è anche praticamente certo che verso la fine del 1944 vi fu addirittura un test atomico, realizzato nel Mar Baltico, sull'isola di Rugen. Test documentato dal corrispondente di guerra italiano, Luigi Romersa, inviato appositamente da Mussolini per accertarsi della veridicità delle parole di Hitler riguardo quest'arma "miracolosa" che avrebbe dovuto mutare le sorti del conflitto.
Secondo quanto riportato da Romersa, il test a cui lui stesso assistette, ebbe luogo il 12 Ottobre 1944 su un isoletta del Baltico. L'esplosione avvenuta alle 11:45 e fu talmente potente da poter essere avvertita da varie località lungo le coste baltiche. Tuttavia, il programma tedesco era ancora lontano da ultimare un ordigno che avrebbe potuto essere uti…

L'asso dei cieli

(Francesco Baracca)


L'aviazione italiana nel primo conflitto mondiale
Lo sviluppo dell'arma aerea fu fin da subito supportata dai vertici militari italiani, nel 1911 alla vigilia della guerra italo-turca, l'esercito (L'arma aerea era ancora parte dell'esercito) disponeva di 4 areostati, 2 dirigibili e 28 aeroplani. L'utilizzo di un aeroplano in battaglia contro il nemico a terra fu sperimentato per la prima volta proprio dal Servizio Aeronautico Italiano (Così era chiamato il corpo aereo all'interno dell'esercito) durante la guerra contro l'impero ottomano.
Il 23 Ottobre 1911 avvenne la prima azione bellica del Servizio Aeronautico, la flottiglia aeroplani composta da 9 velivoli attacco una colonna nemica, servendosi di semplici bombe da due Kg lanciate a mano dall'aereo.

(Raffigurazione del primo attacco aereo al suolo della storia)
Alla vigilia della prima guerra mondiale, l'Italia nonostante fosse tra le nazioni pionieristiche per quanto riguar…