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Le aquile azteche


(Un P-47 del 201st Fighter Squadron "Aztec Eagles")



Il Messico durante i primi anni del conflitto

Come molte altre nazioni dell'america latina il Messico intratteneva ottime relazioni con le potenze alleate, nonostante la dichiarazione di neutralità al conflitto la nazione del centro america forniva regolarmente le proprie risorse naturali a Stati Uniti e Gran Bretagna, principalmente il preziosissimo oro nero, il petrolio.
Le relazioni fra Messico e potenze dell'asse si deteriorarono già nel 1940 quando due petroliere battenti bandiera italiana vennero internate nel porto di Tampico. Circa un anno dopo il governo messicano decise di confiscare le navi italiane internate e di impadronirsene.

A quel punto la situazione diplomatica fra Messico e potenze dell'Asse raggiunse un punto di non ritorno. Tuttavia non si era ancora arrivati ad una dichiarazione di guerra da parte di nessuno. 
Il governo messicano, deciso a sfruttare l'opportunità di poter accrescere la propria economia e la propria posizione diplomatica nei confronti della potenza continentale (gli Stati Uniti) intrapresero una vera e propria campagna propagandistica a favore degli Alleati, non a caso le due navi italiane vennero sequestrate l'8 Dicembre 1941, cioè il giorno dopo l'attacco giapponese di Pearl Harbor.

Le due petroliere iniziarono ad operare con la marina mercantile messicana trasportando il greggio su e giù per l'Atlantico con destinazione Stati Uniti d'America.
Il destino volle che fossero proprio le due ex navi italiane a trascinare il Messico nel secondo conflitto mondiale.
Il 14 Maggio 1942 la petroliera "Potrero del Lano" (ex "Lucifero") navigava verso New York carica di petrolio quando fu notata alle 07:17 nei pressi della Florida dal sottomarino tedesco U-564 comandato dal capitano di corvetta Suhren.
Inizialmente il capitano tedesco tratto in inganno dai colori della bandiera pensò si trattasse di una nave italiana, tuttavia dopo alcuni minuti di riflessione si convinse che fosse impossibile trovare una nave italiana in quella zona, decise così di passare all'attacco.
Si trattava di un bersaglio facile, una grossa petroliera senza scorta. Suhren fece armare i tubi lanciasiluri, qualche minuto dopo la petroliera messicana colpita mortalmente iniziava ad affondare.
Sul posto intervenne un pattugliatore d'altura statunitense che riuscì a salvare alcuni membri dell'equipaggio.


(La petroliera "Faja de Oro")


Pochi giorni dopo la "Faja de Oro" (ex "Genoano") di ritorno verso il Messico dopo aver consegnato il suo carico venne intercettata nei pressi di Cuba alle 04:21 del del 21 Maggio dal sottomarino tedesco U-106. Colpita da due siluri affondò portando con se dieci uomini del suo equipaggio, altri 27 riuscirono a salvarsi.


Il Messico entra in guerra

In seguito al secondo affondamento nel giro di pochi giorni il governo messicano decise di dichiarare guerra alle potenze dell'Asse.
La dichiarazione di guerra venne notificata il 22 Maggio 1942, ponendo ufficialmente lo stato messicano in guerra.
La presa di posizione ufficiale non impedì certamente ai sottomarini dell'Asse nel continuare la loro azione contro il traffico navale alleato nei Caraibi, il 27 Giugno il sottomarino U-129 riuscì ad affondare ben due petroliere messicane in un solo giorno. 

Durante il 1943 si iniziava a vociferare di un possibile impiego di truppe messicane in guerra, tuttavia l'opinione pubblica non vedeva di buon grado la cosa al punto che il governo preferì rimandare il progetto al 1944.


Aztec Eagles

In previsione di un possibile impiego, Il 24 Luglio 1944 i messicani inviarono 300 uomini (tutti volontari) negli Stati Uniti per poter formare una squadriglia da utilizzare in battaglia. 
Dopo una serie di batti e ribatti il senato messicano autorizzò l'impiego di truppe messicane in combattimento al fianco delle potenze alleate solamente il 29 Dicembre 1944.


(Piloti messicani a Clark Field nelle Filippine)


Durante i mesi passati negli stati uniti gli aviatori messicani furono addestrati all'utilizzo di apparecchi statunitensi ed il 20 Febbraio 1945 vennero giudicati idonei al combattimento dall'USAAF.
La squadriglia venne nominata 201st Fighter Squadron "Aztec Eagles" ed inviata il 27 Marzo nelle Filippine per combattere contro i giapponesi.
Arrivati a Manila il 30 Aprile vennero assegnati al 58th Figher Group d'istanza a Clark Field.


(Membri della squadriglia mostrano il simbolo delle Aztec Eagles)


(La squadriglia in volo)


I 30 piloti messicani (gli altri elementi prestarono servizio come ausiliari, meccanici e serventi) ricevettero in dotazione i P-47 statunitensi ed iniziarono le operazioni militari a partire da Giugno 1945.
La battaglia più importante a cui l'Aztec Eagles prese parte fu quella di Luzon, i messicani appoggiarono le truppe statunitensi a terra lanciando durante l'intera campagna oltre 1.000 lb di bombe.
La squadriglia effettuò circa 1.900 ore di volo di cui 590 in zone di combattimento riuscendo a portare a termine la missione assegnata nella maggior parte dei casi.
Il 26 Agosto 1945 la squadriglia partecipo' alla sua ultima missione prima del rientro, scortando un convoglio a nord delle Filippine.
Durante le operazioni i messicani persero 5 piloti mentre altri due persero la vita precedentemente durante l'addestramento negli Stati Uniti.

Le Aquile Azteche fecero ritorno in Messico nel Novembre 1941, onorati in una parata militare ed accolti dal presidente Manuel Camacho.
Anche il generale statunitense Douglas MacArthur si complimentò con i messicani per i buoni risultati ottenuti durante il conflitto asserendo che grazie al loro contributo furono distrutti svariati depositi di munizioni e rifornimenti, vitali per le truppe nipponiche che combattevano nelle Filippine.



(Monumento dedicato alla Squadriglia Aztec Eagles presso la base militare di Santa Lucia in Messico)



(Il presidente Nieto e la sottosegretaria agli affari esteri Massieu in visita presso il monumento dedicato alla Squadriglia Aztec Eagles a Manila nelle Filippine nel 2015)





D.M.



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