martedì 26 febbraio 2019

"La più potente nave da guerra che l'arte navale abbia mai espresso"



(La RN Caio Duilio all'entrata in servizio nel 1880)



Una sfida italiana

Era l'ormai lontano Marzo 1873, il Regno d'Italia si era costituito da appena dodici anni eppure c'era già chi in Italia pensava di poter lanciare la sfida alle potenze marittime per il controllo del Mediterraneo.
Simone Saint-Bon contrammiraglio della Regia Marina presentò al parlamento italiano il progetto di costruzione della classe Caio Duilio, una tipologia di nave che se realizzata avrebbe modificato i rapporti di forza marittimi nel Mediterraneo (e non solo) a favore dell'Italia.

Il parlamento approvò con entusiasmo il progetto e il contrammiraglio fu nominato qualche mese dopo ministro della marina.
Saint-Bon aveva presentato al parlamento un progetto dell'ingegnere navale Benedetto Brin, progetto che in realtà aveva già visto la luce dato che l'impostazione delle due navi della classe Caio Duilio (Enrico Dandolo e Caio Duilio) era già iniziata fin dai primi mesi del 1873.  



Le caratteristiche

La classe Caio Duilio rappresentava per l'epoca una vera e propria rivoluzione, le navi non possedevano più alcuna velatura, lo scafo fu costruito interamente in ferro fattore che ad oggi può sembrarci scontato ma che non lo era per l'epoca in quanto molte imbarcazioni erano ancora in legno.
Benedetto Brin fissò a 15 nodi la velocità delle navi in fase di progettazione e nonostante i numerosi problemi dovuti alla stazza della nave che possedeva anche degli scompartimenti allagabili utili a mantenere la stabilità della nave in ogni occasione, alla fine la velocità richiesta da Brin fu rispettata, la nave durante le prove riuscì a raggiungere i 15 nodi richiesti grazie all'apparato motore che generava una potenza pari a 7.500 cavalli.

Venne addirittura creato uno spazio destinato ad ospitare una piccola torpediniera di al massimo 80 tonnellate da mettere in mare in prossimità di un'imbarcazione nemica. Tale soluzione però venne applicata solo in una delle due navi della classe (sulla Caio Duilio).



(Schema della corazzatura)


L'armamento era il fiore all'occhiello della Caio Duilio, nella zona centrale della nave vennero montati quattro cannoni da 450/20mm in due torri corazzate.
Si trattava per l'epoca dell'armamento più potente al mondo, unica particolarità fu la necessità di progettare un sistema di caricamento diverso dai soliti, i cannoni infatti erano ad avancarica vista l'impossibilità di utilizzare il sistema di retrocarica per via della stazza dei cannoni. 

Brin progettò un sistema semi-automatizzato di ricarica, le due torri una volta esplosi i colpi ruotavano fino alla posizione di caricamento puntando le canne verso il basso, dove un sistema di calcatoi idraulici provvedeva a ricaricare i pezzi.
I proiettili da 450/20mm avevano una capacità di perforazione senza pari, 650mm, nessuna nave dell'epoca possedeva una corazzatura superiore, la Caio Duilio era quindi in grado di fare a pezzi qualsiasi nave dell'epoca.
Oltre a svariati pezzi d'artiglieria minore utili contro il naviglio sottile, la Caio Duilio venne dotata anche di tre tubi lanciasiluri. Altra particolarità era la presenza dello sperone frontale, nonostante l'elevata complessità tecnologica della classe Duilio il progettista volle comunque far costruire lo sperone, utile probabilmente in un'epoca ormai sorpassata.



(Le artiglierie principali della Caio Duilio)




(RN Enrico Dandolo)


Lo sforzo per la costruzione delle due navi fu enorme, l'Italia per la prima volta si trovava nella situazione di dover costruire un qualcosa che era superiore alle infrastrutture dell'epoca, ciò fu utile anche per il rinnovamento dei cantieri navali, l'impresa rese l'Italia in grado di entrare nella ristretta cerchia delle nazioni in grado di fornirsi di naviglio da guerra di prim'ordine.


In Servizio

La Caio Duilio entrò in servizio nella primavera del 1880 mentre la nave gemella, l'Enrico Dandolo solo due anni più tardi.
Le navi svolsero attività di addestramento ed esercitazione per tutta la loro vita operativa, spesso furono inviate in missioni di crociera nel Mediterraneo orientale per esercitare pressioni diplomatiche quando fu ritenuto necessario.
La Caio Duilio terminò l'attività operativa nel 1909 in quanto si decise di non avviarla ai lavori di ammodernamento. 

L'Enrico Dandolo invece fu ammodernata e partecipò alla prima guerra mondiale, nonostante ormai in quell'epoca non fosse più il "leone" del mediterraneo dato che la corsa al riarmo navale rapidamente rese la classe Duilio sorpassata nel giro di un ventennio.
Terminata la grande guerra venne definitivamente radiata dalla Regia Marina nel 1920.





Lo shock della comunità internazionale

Le potenze dell'epoca rimasero del tutto sbalordite da ciò che l'Italia fu in grado di realizzare, prima della realizzazione della classe Duilio infatti le grandi nazioni del tempo non vedevano l'Italia, stato appena costituito, come una potenziale minaccia ma anzi come un paese da poter influenzare.
La classe Caio Duilio stravolse l'equilibrio mondiale in maniera tale da rappresentare un problema. In Francia alla camera dei deputati venne letto un rapporto che apostrofava così la classe Duilio: "...la più potente nave da guerra che l'arte navale abbia mai espresso..". Tali espressioni misero in allarme il governo francese, le relazioni tra Italia e Francia del periodo non erano delle migliori e una sola delle due navi della classe Caio Duilio avrebbe potuto secondo i francesi mettere sotto scacco l'intera flotta transalpina.

La Gran Bretagna, prima potenza mondiale dell'epoca ed in possesso della flotta più grande del mondo in quegli anni sentì tutta la necessità di dover pareggiare il potere smisurato delle nuove corazzate italiane tanto che in fretta e furia fu varato il progetto per la costruzione di un'unità simile, la HMS Inflexible. 


Negli Stati Uniti la realizzazione delle nuove corazzate italiane provocò un senso d'invidia, in senato ci furono momenti di tensione quando un senatore statunitense affermò che la Caio Duilio avrebbe potuto distruggere da sola l'intera flotta della US Navy.


Considerazioni conclusive

Al momento dell'entrata in servizio, nel 1880, la Caio Duilio era senza alcun dubbio la nave da guerra più potente del mondo, in grado di potersi confrontare con un certo grado di superiorità con qualunque altra imbarcazione.
L'Italia possedeva in quel periodo le chiavi del potere marittimo, sfortunatamente il governo italiano non fu in grado di cogliere l'occasione, riuscendo raramente ad sfruttare realmente la posizione di superiorità in cui si era ritrovata.

Il potere marittimo italiano era tale che la Gran Bretagna chiese all'Italia di partecipare all'occupazione del canale di Suez (che sarà poi la chiave della geopolitica italiana negli anni 30-40), il governo italiano tuttavia rifiutò, sprecando un'occasione irripetibile.
La corsa agli armamenti che si sviluppò di li a poco rese nel giro di vent'anni le navi della classe Duilio superate, senza che l'Italia fosse stata in grado di approfittare del vantaggio che aveva acquisito.






D.M.

Fonti:

- Italy's new great iron-clad (N.Y.T.)
- La Regia Marina Italiana (R.Affinati) 

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