lunedì 1 aprile 2019

L'Auschwitz d'italia



(La risiera di San Sabba)



"Qui andrà benissimo..."

Dopo l'8 Settembre 1943 l'Italia si ritrovò spezzata in due, dal Lazio in su occupata dai tedeschi mentre al sud formalmente sotto l'amministrazione del governo Badoglio, ma de facto occupata dagli alleati.
Il 23 Settembre, Mussolini liberato dai tedeschi annuncia la costituzione di un nuovo stato italiano posto sotto la sua guida, nacque così la Repubblica Sociale Italiana.

(La suddivisione dell'Italia dopo l'8 Settembre)


Il nuovo stato possedeva una libertà d'azione estremamente limitata, fu chiaro fin da subito che il neo costituito stato fascista era indipendente esclusivamente sulla carta. I tedeschi operarono sulla R.S.I. con piena libertà d'azione riducendo la repubblica di Mussolini ad un semplice protettorato o stato satellite che dir si voglia.
Sotto la scusa delle necessità belliche il Reich tedesco occupò il Trentino-Alto Adige, la provincia di Belluno, Friuli-Venezia Giulia ed Istria mediante la creazione di zone d'operazione, teoricamente ancora parte della R.S.I. ma in pratica amministrate ed occupate direttamente da Berlino.
La zona che affacciava sul litorale adriatico venne chiamata Zona d'Operazioni del Litorale Adriatico (O.Z.A.K.). Ad assumere il controllo dell'O.Z.A.K. fu Friedrich Rainer, già Gauleiter della Carinzia austriaca. 


(Odilo Globocnik, responsabile del lager di San Sabba)


Con l'occupazione di questi territori sorse quasi immediatamente il "problema" della gestione dei prigionieri politici e degli ebrei del territorio.
Rainer affidò il compito di trovare una struttura adatta al compito a Odilo Globocnik, stretto collaboratore di Heydrich e triestino di nascita.
La risiera di San Sabba situata nella città di Trieste risultò essere l'edificio migliore allo scopo, inizialmente usato come centro di detenzione per gli internati militari italiani fu scelto come nuovo centro di detenzione per prigionieri politici, partigiani ed ebrei. Globocnik divenne il supervisore del nuovo campo di detenzione.


L'odore della morte

Inizialmente nominato Stalag 339 e successivamente Polizeihaftlager, il complesso di San Sabba edificato nel 1898 adibito a risiera fino all'inizio della guerra fu quindi il luogo prescelto per la nascita di un vero e proprio campo di sterminio in Italia. Globocnik fin da subito pensò di trasformare la risiera in qualcosa di più che un semplice centro di detenzione. 


(L'interno della struttura, oggi adibita a museo)


Nel Gennaio del '44 iniziarono i lavori di trasformazione dell'essiccatoio della risiera che ben si prestava alla conversione in forno crematorio.
Globocnik deciso nel voler ripetere i "successi" ottenuti con la realizzazione di Sobibor e Treblinka cercò di velocizzare la modifica dell'ormai neo costituito campo di sterminio, nonostante formalmente il suo compito consisteva nella lotta anti-partigiana l'ex Gauleiter di Vienna iniziò una vera e propria caccia agli ebrei presenti nel territorio, solamente a Trieste grazie alla collaborazione di alcuni elementi locali le SS riuscirono a catturare più di 300 ebrei.

Il 6 Aprile 1944 il forno di San Sabba entrò in funzione per la prima volta, quando vennero cremati circa settanta cadaveri fucilati il giorno prima.
A partire da quel momento in poi Globocnik fu determinato nel voler portare a termine la sua missione di sterminio.
All'interno del campo venne allestita una sezione speciale destinata ai prigionieri politici, questi elementi venivano torturati con lo scopo di ottenere informazioni sulla rete partigiana presente sul territorio, molti di essi non sopravvissero alla cattività.
Nonostante la risiera si trovasse in periferia il forno crematorio in funzione generava un odore talmente forte da restare nell'aria per ore.
Nonostante ciò i triestini restarono all'oscuro di ciò che accadeva all'interno del campo, i tedeschi per coprire i loro crimini murarono tutte le finestre che davano sull'esterno e coprirono i rumori con della musica eseguita da una piccola orchestra composta dagli stessi prigionieri del campo.

Con la guerra giunta ormai ad un punto di non ritorno il campo iniziò a funzionare quasi esclusivamente come centro per l'eliminazione degli ebrei.
Il forno restò in funzione addirittura fino all'ultimo giorno disponibile, cioè il 28 Aprile 1945, poi nella notte tra il 29 ed il 30 i tedeschi demolirono il forno utilizzando degli esplosivi in modo da poter eliminare le prove dei loro crimini.
Quando il campo fu esaminato dalle forze titine vennero ritrovati resti di ossa umane tra le macerie di quello che fu il forno crematorio a conferma di ciò che i tedeschi realizzavano all'interno del campo.

Pur non essendo in possesso di dati assolutamente certi, si stima che tra le 4.000 e le 7.000 persone rimasero uccise nella risiera di San Sabba tra il 1943 ed il 1945.




D.M.




Fonti: 

- Tristano Matta, il lager di San Sabba. Dall'occupazione nazista al processo di Trieste (Beit Editrice)

- Ferruccio Folkel, La risiera di San Sabba. (BUR Edizioni)





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