Passa ai contenuti principali

17 Settembre 1939 l'URSS invade la Polonia

(Sovietici e tedeschi in Polonia)


L'inizio della Seconda Guerra Mondiale, è all'unanimità riconosciuto con l'invasione tedesca della Polonia, che scatenò la reazione di Francia e Gran Bretagna legate alla giovane nazione polacca da un patto difensivo.
Quello che è poco noto invece, è che sedici giorni dopo l'inizio delle operazioni da parte della Wehrmacht, anche l'Unione Sovietica invade la Polonia da est.

Il Patto Ribbentrop-Molotov

In seguito al fallimento delle negoziazioni tra Unione Sovietica e i Franco-Inglesi, avvenute durante tutta la primavera del 1939 dove i sovietici chiesero al blocco occidentale concessioni del tutto ragionevoli, Stalin consapevole che la guerra con la Germania fosse quasi inevitabile, si assicurò del tempo prezioso, allontanare un conflitto con la Germania era considerato vitale. Iniziarono così le trattative tra i diplomatici dei due paesi, l'intesa venne raggiunta durante l'estate del 1939 e il patto venne ufficialmente ratificato il 23 Agosto di quello stesso anno.
I punti principali del patto di non aggressione tra Germania e URSS comprendevano principalmente:
- L'impegno delle due potenze a non aggredirsi reciprocamente per cinque anni.
- Accordo geopolitico di spartizione delle rispettive sfere d'influenza, L'URSS ottiene il via libera sui paesi baltici, Romania (Bessarabia), Polonia (Orientale) e Finlandia (Carelia), La Germania avrà così il nulla-osta per potersi occupare della Polonia occidentale.

Il patto siglato tra le due potenze è decisivo per lo scoppio della seconda guerra mondiale, Hitler infatti, ha la sicurezza di non dover avere a che fare nel peggiore dei casi ad una guerra su due fronti, garantendosi la possibilità di potersi concentrare esclusivamente sul settore occidentale o nella migliore delle ipotesi, di ottenere la Polonia occidentale senza grossi patemi nel caso Francia e Gran Bretagna restino di nuovo a guardare come già accaduto nel caso della Repubblica Ceca.

L'Invasione sovietica della Polonia


Il primo Settembre 1939 la Germania invade la Polonia, l'esercito polacco arretrato in termini di mezzi corazzati e con una forza aerea che presentava un livello di vetustà tecnologica di cinque sei anni rispetto alla controparte tedesca non riuscì a contrastare con successo il nemico. 
L'invasione tedesca scatenò quasi immediatamente la reazione Franco-Britannica, che dichiararono guerra alla Germania il 3 Settembre in rispetto del patto di mutua assistenza siglato con i polacchi.



Il 17 Settembre è il turno dell'Unione Sovietica, la quale senza una formale dichiarazione di guerra invase lo stato polacco, annunciando che ciò era nell'interesse delle minoranze russe presenti nella Polonia orientale, visto che lo stato polacco era ormai al collasso.
Contrariamente a quanto fatto con la Germania, Francia e Gran Bretagna, spiazzate dall'intervento sovietico, si rifiutarono di dichiarare guerra anche all'URSS, nonostante le pressioni polacche, giustificandosi tramite un cavillo burocratico, le due potenze occidentali infatti hanno siglato il patto di mutua assistenza in funzione anti-tedesca, non anti-sovietica.
Ed ovviamente, mancando una formale dichiarazione di guerra da parte dei sovietici, Francia e Gran Bretagna poterono così evitare quella che secondo i governi delle due potenze occidentali sarebbe stata l'apocalisse, una guerra contro Germania ed Unione Sovietica.
La speranza degli alleati infatti, fu quella di vedere arrivare le forze dei due paesi invasori a contatto, credendo che uno dei due avrebbe sicuramente rotto il patto di non-aggressione a sorpresa. 

Le forze armate polacche inizialmente, obbedirono agli ordini provenienti dal governo centrale, lasciarono avanzare i sovietici cercando di ridurre gli scontri a fuoco. Questo ordine venne dato soprattutto perché la Polonia ricevette il "No" da parte di Francia e Gran Bretagna riguardo la dichiarazione di guerra all'URSS, il governo polacco sperava infatti di poter convincere le potenze occidentali ma non avendone la certezza voleva evitare di provocare i sovietici.
Successivamente, con il governo che iniziava a traballare, le forze armate polacche iniziarono a dar battaglia anche a quelle sovietiche.

Uno degli eventi principali dell'invasione sovietica della Polonia è la Battaglia di Szack, dove i polacchi ottennero una insperata vittoria (seppur limitata) sui sovietici, riuscendo a causare alcune perdite tra gli invasori. 
I polacchi, che avevano avvistato le truppe sovietiche ore prima, attirarono quest'ultimi in un imboscata, lasciarono avanzare l'unità corazzata esplorante fino a soli 500 metri da essi, riuscendo così a metterli tutti fuori combattimento grazie ai cannoni anti-carro Bofors 37 mm. I polacchi dovettero però successivamente ritirarsi, quando videro muovere verso la loro direzione le riserve sovietiche, rinunciando così ad uno scontro, numericamente impari.


(Sovietici e tedeschi fraternizzano nei pressi di Lwòw)

Come potete vedere nella foto qui sopra e nella foto ad inizio articolo, sovietici e tedeschi arrivarono a contatto in svariati punti della Polonia e le speranze Franco-Britanniche di uno scontro andarono a scemare, infatti i due eserciti invasori, si scambiarono spesso strette di mano e non fu raro vedere atti di fraternizzazione tra russi e tedeschi (Come nella foto qui sopra).
Sovietici e Tedeschi parteciparono anche all'assedio di Lwòw, inizialmente la città era sotto attacco della Wehrmacht, ma il 18 Settembre le truppe sovietiche dopo aver respinto delle avanguardie difensive polacche arrivarono nei pressi della cittadina e ne completarono l'accerchiamento venendo a contatto con le truppe tedesche già presenti. Il 20 Settembre le truppe della Wehrmacht in ottemperanza al patto di non-aggressione si ritirarono lasciando l'assedio in mano alle sole truppe sovietiche. 
Il giorno successivo, il generale Sikorski comandante delle truppe polacche di Lwòw decise di arrendersi, nonostante avesse ancora ampia disponibilità di viveri e armi per risparmiare ulteriori sofferenze alla popolazione civile della città.

L'ultimo scontro degno di nota tra polacchi e sovietici ebbe luogo il primo Ottobre, a Wytyczno dove le truppe polacche guidate dal generale Olrik-Ruckemann tentarono di difendere il piccolo villaggio, la resistenza polacca fu tenace, i sovietici soffrirono alcune perdite ma la situazione per i polacchi stava diventando insostenibile, così per evitare il completo annientamento poco prima dell'alba venne decisa la ritirata da parte del generale Olrik-Ruckemann. I polacchi si divisero in piccoli gruppi, e sparirono nella foresta che costeggiava il villaggio di Wytyczno. 

Le conseguenze e l'occupazione sovietica

Con la fine delle ostilità in Polonia, Germania e URSS si divisero in due il paese appena occupato come previsto dal patto siglato fra le due potenze il 23 Agosto del '39 ponendo così fine di fatto all'esistenza dello stato polacco.
Alcune migliaia di soldati polacchi riuscirono a fuggire in Gran Bretagna, insieme ad alcuni membri del governo che formarono così il governo polacco in esilio.

I sovietici iniziarono da subito una forte repressione nei confronti della popolazione polacca, arrivando a commettere dei veri e propri genocidi, come ad esempio il noto massacro di Katyn, dove vennero massacrati ben 22.000 ufficiali polacchi, questa esecuzione venne fortemente voluta dai sovietici per togliere di mezzo i maggiori esponenti della classe dirigente polacca, così da poter privare la Polonia della sua precedente identità culturale ed imporre la propria.

Anche dopo la fine della seconda guerra mondiale, la nazione che in virtù del patto che avrebbe dovuto salvaguardare la sua libertà, scatenò il secondo conflitto globale, rimase nella sfera d'influenza sovietica, divenendo di fatto uno stato-satellite dell'URSS fino alla fine di essa stessa.

Questa è purtroppo una delle pagine meno note della storia contemporanea, Francesi e Britannici vollero morire per Danzica, ma solo se invasa dai tedeschi.




D.M.

Commenti

Post popolari in questo blog

"La più potente nave da guerra che l'arte navale abbia mai espresso"

(La RN Caio Duilio all'entrata in servizio nel 1880)


Una sfida italiana

Era l'ormai lontano Marzo 1873, il Regno d'Italia si era costituito da appena dodici anni eppure c'era già chi in Italia pensava di poter lanciare la sfida alle potenze marittime per il controllo del Mediterraneo.
Simone Saint-Bon contrammiraglio della Regia Marina presentò al parlamento italiano il progetto di costruzione della classe Caio Duilio, una tipologia di nave che se realizzata avrebbe modificato i rapporti di forza marittimi nel Mediterraneo (e non solo) a favore dell'Italia.

Il parlamento approvò con entusiasmo il progetto e il contrammiraglio fu nominato qualche mese dopo ministro della marina.
Saint-Bon aveva presentato al parlamento un progetto dell'ingegnere navale Benedetto Brin, progetto che in realtà aveva già visto la luce dato che l'impostazione delle due navi della classe Caio Duilio (Enrico Dandolo e Caio Duilio) era già iniziata fin dai primi mesi del 1873.  


Le caratt…

Eccidio del Gondrand

(I cadaveri degli operai trucidati al cantiere N°1)



Un posto pericoloso
Nel Febbraio 1936 la guerra d'Etiopia era ancora nel vivo, le truppe italiane si apprestavano ad affrontare il nemico in quella che viene comunemente chiamata battaglia dell'Amba Aradam.
In un qualsiasi conflitto la logistica è protagonista assoluta delle strategie dei contendenti, ed un territorio privo di strade e scosceso come quello etiope richiedeva uno sforzo logistico non da poco. Proprio in quest'ottica nelle retrovie gli italiani iniziarono la costruzione di strade coloniali. 
Presso Mai Lala (Oggi Rama) un villaggio nei pressi del confine tra Etiopia ed Eritrea, la società nazionale trasporti Gondrand aveva dato il via ai lavori di costruzione di una strada di collegamento tra Asmara e Adua in Etiopia.
Il cantiere posizionato non molto distante dal villaggio era stato denominato N°1 ed ospitava oltre all'ingegnere Rocca, sua moglie ed una novantina di operai, tra cui circa settanta italiani.
La …

Il più grave disastro navale della storia

(Il transatlantico Wilhelm Gustloff)


La grande fuga
All'inizio del 1945 l'armata rossa aveva iniziato la sua inarrestabile avanzata che l'avrebbe poi portata nel giro di pochi mesi a Berlino, nel cuore del reich tedesco. L'esercito germanico si trovava ormai nella condizione di poter solo ed esclusivamente sperare di poter rallentare il rullo compressore sovietico. 
L'armata rossa riuscì con successo a sfondare nel settore della Prussia orientale, in pieno territorio tedesco, ottenendo il completo accerchiamento dell'area nel Febbraio del '45. Il comando militare germanico si trovò così nella situazione di dover trovare una via di fuga per i militari e soprattutto i civili rimasti intrappolati dall'avanzata sovietica.  Farlo via terra era del tutto impossibile, l'operazione di salvataggio di migliaia di soldati e soprattutto milioni di civili venne quindi affidata alla Kriegsmarine.
L'ammiraglio Karl Donitz, comandante in capo della marina tedesca, pr…