mercoledì 2 gennaio 2019

Operazione "Pastorius" - Attacco agli USA


(Gli otto sabotatori tedeschi)


Il piano

Con l'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America la Germania si trovava davanti ad un avversario lontano migliaia di chilometri. Questo aspetto costrinse Hitler ed i suoi collaboratori a dover sviluppare metodi alternativi per poter colpire il nuovo nemico.
Poco dopo la dichiarazione di guerra ad Hitler venne prospettata un'azione di sabotaggio ideata dall'Abwher (il servizio segreto militare tedesco).

Si trattava di sbarcare sulle coste americane otto agenti sabotatori, due dei quali in possesso di cittadinanza statunitense. 
Una volta sbarcati gli agenti, suddivisi in due gruppi, avrebberp avuto come obiettivi: Le centrali idro-elettriche delle cascate del Niagara, gli stabilimenti produttivi della "Alluminium Company of America", lo snodo ferroviario di Horseshoe. Oltre ad obiettivi minori, come ponti, serbatoi d'acqua dolce e depositi portuali.
Il piano convinse Hitler che ne approvò l'attuazione. Gli otto sabotatori divisi in due gruppi sarebbero stati fatti sbarcare da due U-Boot. Il primo (U-202) a nord nei pressi di Long Island, il secondo a sud in Florida nei pressi Jacksonville. I sabotatori avrebbero ricevuto in dotazione per lo svolgimento della missione, esplosivi, planimetrie, documenti falsi (patente, social security) e 175.000 dollari in contanti.


La Missione

L'U-Boot 202 arrivò a Long Island il 12 Giugno 1942, la squadra composta da quattro sabotatori guidata da George Dasch sbarcò ad Amagansett non senza problemi, il sommergibile rischiò infatti di arenarsi.
I quattro agenti sbarcarono indossando la divisa tedesca, così da evitare la pena di morte in caso di cattura (pena riservata alle spie), poco dopo una volta sbarcato tutto l'occorrente per lo svolgimento della missione, seppellirono in spiaggia tutto l'equipaggiamento ed indossarono degli abiti civili.
Un elemento della guardia costiera americana John Cullen, scoprì Dasch il quale minacciò il militare statunitense e cercò di corromperlo con 260 dollari.
I quattro agenti si allontanarono dalla spiaggia, ma Cullen di ritorno all'avamposto della guardia costiera riferì l'accaduto ai suoi superiori, i quali inviarono una pattuglia armata sul luogo segnalato da Cullen, non trovandovi però piu' nessuno.

L'altro U-Boot, il 584 sbarcò gli agenti il 17 Giugno, il gruppo guidato da Kerling poco dopo aver preso terra interrò le divise tedesche per indossare abiti civili. Gli agenti riuscirono a raggiungere Jacksonville da dove avrebbero dovuto via treno raggiungere Cincinnati, luogo predisposto per l'incontro tra i due gruppi di sabotatori per poter coordinare le mosse successive.


Paura e tradimento

La squadra Dasch raggiunse Manhattan, stanchi per via del viaggio decisero di prendere una camera d'albergo per potersi riposare un po' e riprendere la missione il giorno successivo.
George Dasch in preda al panico per quanto successo sulla spiaggia decise di costituirsi. Chiamò Ernst Burger, uno dei sabotatori della sua squadra e gli rivelò le sue intenzioni. Disse a Burger di non essere un sostenitore del nazismo e di voler far saltare l'intera operazione costituendosi all'FBI.

Burger dopo una concitata conversazione decise di appoggiare l'idea di Dasch, all'insaputa di tutti gli altri membri dell'operazione.
Dasch il 15 Giugno telefonò all'FBI, spiegando chi fosse e riferendo nel dettaglio l'intera missione. Tuttavia non venne preso sul serio, l'agente dell'FBI che prese la telefonata bollò le parole di Dasch come le elucubrazioni di un folle e non gli diede peso.


(L'Hotel Mayflower di Washington, dove soggiornò Dasch)


Dasch decise così di recaresi a Washington, presso il quartier generale dell'FBI. Arrivò a D.C. il 19 Giugno, entrò negli uffici dell'FBI pretendendo di parlare con il capo dell'FBI in persona, J. Edgar Hoover.
Venne invece ricevuto dal suo vice, Ladd.
Dasch spiegò a Ladd chi fosse ma ancora una volta venne preso per pazzo, così aprì la sua valigetta e lasciò cadere il contenuto sulla scrivania, si trattava di 84.000 dollari in contanti. 
Ladd spalancò gli occhi ed iniziò a prendere sul serio Dasch che venne trattenuto in custodia dall'FBI.

Dasch venne interrogato per ore, ma non vi fu alcuna difficoltà, l'agente aveva ormai deciso di disertare e raccontò tutto ciò che sapeva agli agenti dell'FBI, compresi i nomi dei suoi compagni oltre che la loro probabile posizione.


Arresto e processo

Nel giro di due settimane le informazioni fornite da Dasch portarono all'arresto di tutti i restanti membri dell'operazionde. 
Burger, che era l'unico a conoscenza del tradimento di Dasch venne trattato diversamente rispetto gli altri prigionieri, in quanto anche lui decise di collaborare con le autorità statunitensi. 
Il presidente Roosevelt venuto a conoscenza del fatto decise di istituire un apposito tribunale militare, temendo che un procedimento civile potesse essere troppo indulgente nei confronti delle spie tedesche.


(L'aula del processo)


Il 2 Luglio venne così ufficialmente istituito il tribunale militare che accusava i sabotatori di violazione delle leggi di guerra internazionali e spionaggio.
Si trattò di un processo piuttosto veloce, il 3 Agosto 1942 tutti gli imputati vennero ritenuti colpevoli dei reati loro contestati e condannati a morte.
Il presidente Roosevelt commutò la pena di Burger all'ergastolo mentre Dasch venne condannato a 30 anni di reclusione. I due evitarono la condanna a morte grazie alla loro collaborazione con l'FBI, in particolare Dasch che sperava addirittura di poter essere assolto per aver sventato l'intero piano.

L'8 Agosto 1942 la condanna a morte venne eseguita nei confronti degli altri sei agenti tedeschi tramite sedia elettrica.


Conseguenze

Una volta appreso del fallimento dell'intera missione Hitler andò su tutte le furie ed incolpò Canarsi (capo dei servizi segreti tedeschi) della mancata riuscita del piano.
Per il resto del conflitto nessun piano di sabotaggio venne più messo in esecuzione dai tedeschi, il fallimento della missione "Pastorius" aveva fatto perdere ogni speranza di riuscita riguardo operazioni del genere e il servizio informazioni tedesco preferì concentrare gli sforzi verso altri obiettivi.

Nel 1948 il presidente Truman concesse la grazia a Dasch e Burger con l'obbligo però di rientro in Germania Ovest. In patria però i due vennero accolti come dei traditori, scamparono ad un processo per tradimento solo grazie alla clausola armistiziale che garantiva la grazia a tutti i cittadini tedeschi che avessero prestato aiuto alla causa degli alleati durante la seconda guerra mondiale.
Dasch decise di trasferirsi in Svizzera non molto tempo dopo, dove scrisse le sue memorie "Otto spie contro l'America".


D.M.














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